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Condannato senza pena per la caccia all'orso in Russia

Il Tpf non impone nessuna sanzione all'ex funzionario della Polizia giudiziaria federale, ora disoccupato, riconosciuto colpevole di approvazione di vantaggi

La corte d'appello del Tribunale penale federale (TPF) ha condannato un ex specialista della Russia presso la Polizia giudiziaria federale per approvazione di vantaggi. L'uomo, nell'agosto del 2016, aveva accettato un invito a una caccia all'orso di una settimana.

Fra gli altri, l'invito era arrivato dal vice procuratore generale russo, con il quale il 60enne intratteneva un rapporto di amicizia, nato nei suoi numerosi viaggi in Russia.

Nonostante questo, il tribunale non ha imposto alcuna sanzione. L'esperto non dovrà nemmeno pagare risarcimenti, come invece era stato deciso nell'istanza precedente. La corte ha infatti ritenuto che in seguito a quei fatti l'uomo non ha più trovato lavoro. Il Codice penale prevede la possibilità di dispensare da una pena nel caso in cui l'imputato stesso venga duramente toccato dal suo atto.

L'agente aveva partecipato, durante le vacanze, a una caccia all'orso di una settimana in Camciatca, nell'estremo Oriente russo. La sentenza è stata emessa poiché l'evento non è circoscrivibile a un ambito puramente personale. Durante la battuta, sono stati infatti evocati dossier professionali.

La settimana di caccia avrebbe dovuto insospettire l'imputato, che avrebbe dovuto vedere il tutto come una "esca" e avvertire i superiori. Pur non occupando una posizione alta nella scala gerarchica, le sue conoscenze gli permettevano di esercitare una forte influenza sui dossier.

La colpa rimane tuttavia debole e la corte non pensa che l'episodio abbia effettivamente influenzato il modo di agire dello specialista.