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Processo Fuchs: segreti atomici rivelati alla Russia

LONDRA, 10. — Le non tranquille relazioni anglo-americane, vengono in questi giorni ad aggravarsi in seguito al «tradimento atomico» di uno scienziato britannico. È stato infatti oggi definitivamente accertato che Fuchs dal 1942 fu in contatto con i russi, ai quali rivelò tutti i segreti nucleari, compresi (come ha anche affermato Mc Mahon a Washington) quelli relativi alla bomba a idrogeno.

Khans Fuchs è comparso stamattina alle 11 dinanzi al tribunale di Bow Street; il rappresentante della accusa, Christmas Humphreys, dopo aver detto che l'imputato «ha confessato di aver ceduto alla Russia informazioni atomiche del massimo valore», il P. M. ha ricordato per sommi capi la biografia di Fuchs. Nato in Germania nel 1911, presso Francoforte, l'imputato entrò nelle file del partito comunista nel 1932; tre anni dopo, perseguitato dai nazisti, fuggì dalla Germania per rifugiarsi prima in Francia poi in Inghilterra, dove nel 1940, venne internato come straniero. Nel 1942, essendosi reso necessario il arruolamento di scienziati particolarmente esperti nel campo dell'energia atomica, Fuchs, noto come uno dei più abili tecnici delle scienze fisiche, fu posto in libertà ed assunto presso i laboratori per ricerche atomiche di Birmingham, previa firma di un documento con il quale si impegnava a conservare il segreto sui segreti dei quali sarebbe venuto a conoscenza nell'espletamento delle sue funzioni. Nello stesso periodo Fuchs fu naturalizzato e divenne cittadino inglese.

Il Pubblico Ministero ha dato quindi lettura di una dichiarazione resa da Fuchs nella quale l'imputato, rievocando gli inizi della sua attività presso i laboratori atomici di Birmingham, afferma tra l'altro: «Quando appresi quale era l'oggetto della mia attività, decisi di informare la Russia, e stabilii contatti con un alto membro del partito comunista. Da allora ho avuto continuamente contatti con persone che non conoscevo affatto, alle quali ho fornito informazioni destinate alle autorità sovietiche».

Dopo aver detto che Fuchs sapeva benissimo di mettere a repentaglio la sua vita e che era indotto ad agire così perchè preoccupato delle conseguenze che la politica degli occidentali avrebbe potuto avere per il destino della Germania, Humphrey ha concluso affermando «che la mente dell'imputato costituisce forse un esemplare unico dal punto di vista della psicologia, giacché l'imputato divise deliberatamente in due la sua mente, sicché una metà rimase al di là del raggio di azione della ragione e della realtà mentre l'altra visse nel mondo delle relazioni normali».

Il teste William Scarden, nel servizio di sicurezza di Harwell, riferisce sulle confessioni di Fuchs da lui raccolte nel corso di un interrogatorio prima dell'arresto dell'imputato. Questi ebbe a dirgli di avere iniziato la sua attività spionistica di sua propria iniziativa nel 1942 e di averla proseguita per circa sette anni. Scarden si sofferma anche sui contatti avuti dal Fuchs con agenti dello spionaggio russo in Inghilterra ed in America.

Un altro teste, Michael Willcox Perrin, vice capo dell'ufficio di controllo per l'energia atomica al ministero dei rifornimenti ha rivelato alcuni altri retroscena delle confessioni di Fuchs ed ha confermato l'importanza dei dati forniti dall'imputato al servizio segreto russo. Come si è detto il Pubblico Ministero ha chiesto quindi il deferimento del processo dinanzi al Tribunale criminale centrale e la Corte ha deciso in conformità.