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La Russia blocca l'export di cereali. Confagricoltura: Mercato Ue al riparo

"E’ una soluzione che avrà uno scontato e significativo impatto sull’evoluzione dei mercati", sottolinea il presidente Massimiliano Giansanti. "Puntiamo ad aumentare produzione italiana"

ROMA (27 aprile 20209 - Anche gli scambi internazionali di prodotti agroalimentari sono toccati dalla pandemia Covid-19. Ieri, fa sapere Confagricoltura, la Federazione Russa ha annunciato il blocco, che durerà fino al prossimo 1° luglio, delle esportazioni di cereali (grano, mais, orzo e segale). “E’ una soluzione che avrà uno scontato e significativo impatto sull’evoluzione dei mercati - sottolinea il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti - La Federazione Russa è il primo esportatore di cereali a livello mondiale”. Nella campagna di commercializzazione 2018-2019, la Russia ha esportato 35 milioni di tonnellate di grano, per un controvalore di 20 miliardi di dollari. Complessivamente le vendite all’estero di cereali sono ammontate a oltre 43 milioni di tonnellate. All’inizio di aprile - ricorda Confagricoltura - le autorità di Mosca avevano deciso di limitare le esportazioni di cereali a 7 milioni di tonnellate fino a giugno. Il quantitativo è stato esaurito in anticipo. Da qui la soluzione di bloccare tutte le vendite all’estero. “Nessuna conseguenza è da mettere in preventivo per la stabilità del mercato europeo” sottolinea Giansanti. Lo scorso anno le esportazioni di grano della Ue sono ammontate a 1,7 miliardi di euro, quasi il 50% in più sui valori del 2018. “La Commissione europea ha di attuale stimato in 294 milioni di tonnellate la produzione di cereali nell’Unione, con un aumento di circa 5% rispetto alla media delle precedenti cinque annate - rileva il presidente di Confagricoltura - Per quanto riguarda l’Italia, stiamo lavorando intensamente per aumentare la nostra produzione cerealicola, grazie agli accordi di filiera e alle innovazioni tecnologiche”. “In questo quadro – conclude Giansanti - risalta la solidità del sistema agroalimentare europeo che sta assicurando la sicurezza alimentare. Una solidità che va assolutamente salvaguardata e valorizzata in termini di creazione di valore, tenendo conto che, oltre alla garanzia dei rifornimenti per i consumatori della Ue, le esportazioni di settore sono ammontate lo scorso anno a 151 miliardi di euro, con un saldo attivo dell’interscambio con i Paesi terzi di 32 miliardi”.