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Spia russa arrestata, il pressing di Mosca sull’Italia per l’estradizione

Si profila lunga la guerra di spie industriali in cui l’Italia si trova a fare l’ago della bilancia tra la gli Stati Uniti e la Russia. L’ambasciata di Mosca ha protestato contro l'arresto dell’ingegnere e manager russo, Aleksander Korshunov, avvenuto a Napoli il 30 agosto su richiesta degli Stati Uniti. E ha formalmente sollecitato il ritiro della richiesta di estradizione negli Usa perché «va contro il diritto internazionale e porta a un ulteriore degrado e imprevedibilità delle relazioni tra Russia e Stati Uniti». L’Fbi e il dipartimento di Giustizia americano sospettano che Korshunov, manager della società statale Odk, abbia rubato segreti tecnici e industriali su dispositivi in grado di sviluppare, una volta applicati, le potenzialità del motore aeronautico (sigla tecnica Pd-14) destinato ad assicurare la propulsione dei nuovi aerei russi da trasporto passeggeri Ms-21. Il Dipartimento di giustizia americano lo ha incriminato il 21 agosto scorso insieme all’italiano Maurizio Paolo Bianchi, 59 anni, al momento irreperibile.

È probabile che quando Korshunov, il 30 agosto, è partito da Mosca per raggiungere Napoli per una vacanza insieme alla moglie, il suo nome non è stato controllato nella check in list dell’Interpol, cosa avvenuta invece all’aeroporto Capodichino di Napoli, dove il suo mandato d’arresto finalizzato all’estradizione era segnalato come una «red notice» ad alto interesse. Se fosse stato monitorato in Russia, oggi non esisterebbe il caso diplomatico.

Perché è vero che i primi a doversi esprimere sull’estradizione saranno i magistrati della Corte d’Appello di Napoli (il tempo per la soluzione oscilla tra 30 e 120 giorni), ma l’ultima parola spetta al ministero della Giustizia che si consulterà con la Farnesina e Palazzo Chigi. Tra pratiche burocratiche e giudiziarie e impasse politico, potrebbero volerci diversi mesi. Basti pensare a Meng Wanzhou, manager del colosso cinese e figlia del fondatore di Huawei arrestata in Canada lo scorso dicembre su mandato americano, ancora in attesa di essere estradata negli Usa a causa della forte opposizione cinese.

Per quanto concerne l’ingegnere russo, le autorità americane ritengono che, tra il 2013 ed il 2018, Bianchi, per conto di Korshunov, abbia assoldato dipendenti o ex dipendenti della controllata italiana di Ge Aviation per lavori di consulenza legati a componenti di motori per jet. Gli americani presumono che proprio attraverso queste consulenze siano stati usati segreti commerciali di proprietà della Ge Aviation per stilare rapporti tecnici. La dichiarazione giurata dei collaboratori indica che Korshunov ha organizzato e pagato i dipendenti per incontrarsi con lui nel giugno 2013 al Paris Air Show di Le-Bourget, in Francia, e nel 2014 a Milano, in Italia, per discutere e revisionare il report tecnico. Ieri mattina, nel carcere di Poggioreale, Korshunov ha ricevuto la visita di una delegazione dell’ambasciata russa.