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Ghouta, accordo Russia-ribelli, evacuati i combattenti feriti

I ribelli di Jaysh al-Islam hanno raggiunto un primo accordo con Onu, Russia e governo siriano per far uscire dall’enclave della Ghouta orientale almeno i combattenti feriti e lasciare entrare i convogli con gli aiuti umanitari per la popolazione civile. L’intesa potrebbe aprire a una tregua e all’evacuazione di tutti i combattenti. Anche la Turchia sta premendo sulle fazioni filo-Ankara perché lascino la sacca e si trasferiscano in territori siriani sotto l’influenza turca.  

L’evacuazione dei combattenti è un segno positivo ma, sottolinea l’Onu, ci sono oltre mille persone, in maggioranza donne e bambini, “con urgente bisogno di cure mediche” che debbono essere trasportate in ospedali fuori dall’enclave, come ha sottolineato Linda Tom, rappresentante dell’Ufficio per il coordinamento umanitario dell’Onu (Ocha) a Damasco. Tra questi ci sono più 77 “casi prioritari”, anche perché sono 28 le strutture mediche nella Ghouta orientale colpite dai bombardamenti governativi e 9 i morti tra il personale medico. 

Tom ha precisato che però razzi e colpi di mortaio sono stati lanciati anche dai ribelli verso la capitale, con 5 ospedali e 26 scuole colpite. Da quando il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una richiesta di tregua umanitaria di un mese, il 24 febbraio, soltanto tre convogli di aiuti sono riusciti ad accedere alla zona. Poche decine di famiglie sono finora riuscite a uscire attraverso i corridoi umanitari istituiti dalla polizia militare russa che sta mediando, assieme all’Onu, fra gruppi ribelli ed esercito governativo.