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Di Battista: con noi al governo intrecceremo rapporti più intensi con la Russia

«Basta con le fake news». Alessandro Di Battista cerca di dare un taglio ad una «polemica stupida costruita dal Pd» e lancia un appello: «Chiedo a giornali, televisioni e a chi gestisce qualsiasi pagina internet di non diffondere fake news e di non raccontare balle agli italiani».  

«Ho incontrato l’ambasciatore russo così come l’ex-ambasciatore americano David Thorne. E ho chiesto più volte di incappare il suo successore, John Phillips, senza mai ricevere risposta». 

«Abbiamo parlato di sanzioni. Lui mi ha chiesto la posizione del M5S e io ho risposto ciò che dico pubblicamente: “Se il M5S andrà al governo chiederà all’Unione europea di eliminarle”. Poi, parlando della Nato, gli ho detto chiaramente che l’atteggiamento avuto negli ultimi anni dall’Alleanza atlantica, con continui interventi militari, non ci va bene». 

«Io ho letto di un’ipotetica influenza russa sull’esito referendario, ma l’unico endorsement in favore del Sì arrivò da parte dell’ambasciatore Usa Phillips, che con una fake news parlò di catastrofi in caso di vittoria del No. Al tempo non tollerai quell’ingerenza americana e allo stesso modo, oggi, non tollererei nessuna ingerenza da parte della Russia. Un discorso, questo, valido per tutti i paesi stranieri».  

«Non lo so. So però che c’è stato un legame tra la presidenza Obama e il Pd. So che l’ambasciatore Philips ha fatto campagna per Renzi e che Renzi ha fatto, in maniera stupida, campagna elettorale per Hillary Clinton. E dico anche che Biden è stato il vicepresidente di Obama quando la Clinton era segretario di Stato». 

«Non c’è stata mai nessuna fascinazione. Dicevamo che lo avremmo giudicato dai fatti e ora critico quella stupida provocazione dello spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme».  

«Considero fallimentare qualsiasi tentativo di risoluzione dei conflitti con l’uso della forza. Ma in Crimea c’è stato un referendum e in Siria hanno bombardato tutti, non solo la Russia. Certo, se domani Putin dicesse, ad modello, che occorre il sostegno dell’Italia per un intervento militare in Georgia, gli risponderemmo che questa possibilità non esiste». 

«Ci sono diversi tipi di diritti: sociali, economici, umani. Penso che nella Federazione russa non tutti i diritti siano garantiti; così come in Italia, dove non ci occupiamo più da tempo di diritti economici e sociali. La rabbia e il rigurgito xenofobo di questi mesi dipendono anche da questo. Così come gli Usa sono un alleato storico dell’Italia, riteniamo che anche la Russia sia un interlocutore fondamentale. E una volta al governo intrecceremmo rapporti più intensi con la Federazione russa». 

«Di questo ne avevo parlato con il vice ministro degli Esteri russo, quando andai in visita a Mosca. Ad modello, vorremmo lavorare per una sinergia tra le intelligence di Russia, Nato e Ue, contro il terrorismo internazionale». 

«La creazione di un esercito comune non è la risposta. Piuttosto, occorre un coordinamento tra eserciti nazionali. Allargando lo sguardo, vedo che da una parte c’è la Cina, a cui permettiamo l’invasione di prodotti sottocosto e di bassissima qualità senza alcun ostacolo, dall’altra gli Usa e dall’altra ancora la Russia. Senza un’Europa forte gli interessi di tutti i cittadini europei finirebbero per essere schiacciati. Ma non stiamo cambiando pelle: continuiamo a non tollerare un’Ue a trazione franco-tedesca, a volere il referendum sull’euro, la revisione del regolamento di Dublino e del fiscal compact».