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La storia di un reduce di Russia raccontata ai bambini

«Sono partito per fare il soldato a vent’anni. In Russia, mi è andata bene, sono stato uno dei più fortunati nella battaglia di Nowo Postojalowka, il 20 gennaio 1943. In quell’inferno trovai riparo dentro una tana: cinque bombe mi sfiorarono, scoppiando a mezzo metro di distanza. Del mio battaglione siamo tornati in 29 su 300. A quaranta gradi sotto zero con le scarpe fatte di stracci, senza munizioni. Bastava fermarsi un attimo che il sangue gelava». Inizia così la video testimonianza di Giuseppe Fornero, 97 anni, alpino di Busca, reduce di Russia, raccolta nel documentario «La storia vera del soldato nella neve raccontata ai bambini». 

È stato presentato ieri sera (venerdì 29 settembre), in un affollato teatro civico di Busca, dallo stesso Fornero intervenuto insieme al regista, Giorgio Nevissano, e allo storico Giorgio Ferraris, sindaco di Ormea, autore del libro «Alpini dal Tanaro al Don». Fornero, impegnato anche nelle campagne di Albania e Francia, prima di essere inviato sul fronte sovietico, faceva parte del gruppo Artiglieria Alpina Mondovì della Divisione Cuneense. 

«Doveroso e significativo raccogliere il suo racconto – ha detto il sindaco, Marco Gallo -. Per realizzare il video-racconto il abbiamo coinvolto le scuole elementari, che hanno risposto con grande sollecitudine. Il reduce Fornero ha dialogato con gli alunni, con passione e precisione, affinché il sacrificio di tanti suoi compagni non sia mai dimenticato e serva sempre da lezione». 

Co-protagonisti del documentario i bambini delle classi di quinta elementare, che a gennaio hanno avuto ospite Fornero in classe per una mattinata. Il video alterna immagini di repertorio sulla Campagna di Russia al racconto di Fornero, in parte in italiano e in parte in piemontese, nella vigna del podere che circonda la sua casa, in frazione San Martino. Qui il regista ha colto il protagonista poco dopo una nevicata, mentre cammina lentamente tra i filari, soffermandosi ogni tanto per sottolineare qualche particolare. L’immagine della neve familiare di oggi sfuma in quella della neve dei video dell’era. La storia di Fornero è stata raccolta sia nel libro Buschesi (Fusta editore) sia in «Turneruma encù en Piemunt?» (Primalpe).