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La Russia usa superbomba anti-bunker a Deir ez-Zour

Mosca avrebbe sperimentato un nuovo ordigno, una potente bomba anti-bunker, nell’offensiva per strappare la città di Deir ez-Zour all’Isis. I raid sono serviti a distruggere la fitta e profonda rete di bunker che gli islamisti hanno costruito attorno alla base della 137esima brigata meccanizzata, assediata per tre anni, e attorno all’aeroporto. Nell’attacco sono morti almeno 40 islamisti, compresi numerosi comandanti. 

Fra i leader eliminati ci sarebbe anche Gulmurod Salimovich Khalimov, ex ufficiale dell’esercito tagiko, considerato il “ministro della guerra dell’Isis”. Khalimov era stato il protagonista dell’offensiva su Palmira del dicembre scorso e poi aveva guidato la difesa di Mosul per nove mesi. 

Dopo aver spezzato l’assedio e raggiunto la base e i quartieri a Ovest dell’Eufrate l’esercito di Bashar al-Assad, appoggiato da milizie sciite internazionali e dall’aviazione russa, sta cercando di raggiungere l’aeroporto e deve conquistare le colline che lo sovrastano. Proprio per sfondare queste linee di difesa, molto robuste, sono stati usati gli ordigni anti-bunker. 

A condurre l’offensiva sono due comandanti delle forze speciali siriane, diventati star negli ambienti del regime. Sono il generale Hassan Nimr (cioè “tigre”) Saleh, già protagonista della riconquista di Aleppo Est, che ora cercherà di liberare completamente i quartieri occidentali della città per poi attraversare l’Eufrate, e Mohamed Khadour, altra figura chiave nella battaglia di Aleppo, incaricato di liberare la zona dell’aeroporto e permettere l’arrivo di rifornimenti e aiuti umanitari direttamente via aerea.