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Trump attacca la Russia: “Destabilizzante”. Il Cremlino replica. Domani il primo convegno

«L’Occidente ha ancora la volontà di difendere la propria civiltà?». E’ la domanda chiave che ha posto Donald Trump nel discorso di oggi a Varsavia, con cui ha presentato la propria dottrina transatlantica. La risposta del presidente americano è che «l’Occidente preverrà», seguendo però la sua leadership, quasi in antitesi con quella offerta finora da Washington e dall’Unione Europea. 

Il capo della Casa Bianca ha usato la resistenza dei polacchi nel corso dei secoli per preservare la loro nazione, come modello dello spirito necessario e superare le sfide di oggi. Secondo Trump, infatti, i nemici principali sono tre: il terrorismo islamico, la Russia che vuole destabilizzare l’Occidente, e noi stessi. Ossia gli occidentali che non hanno più fiducia nei propri valori, non credono in Dio, e non hanno la volontà di combattere per difendere il proprio sistema di vita: «La lotta, prima che sui campi di battaglia, comincia nei nostri cuori». 

Il presidente americano non ha citato apertamente l’Unione Europea, ma quando ha criticato la «burocrazia» che mina la solidità della nostra società, è apparso evidente che si riferiva almeno in parte a Bruxelles: «L’Occidente - ha detto - non è diventato grande con le regole, ma con la libertà dei cittadini di realizzare i propri obiettivi». Quindi ha invocato l’unità delle nazioni europee, che sembra riportare all’idea dell’Europa delle nazioni, invece di quella comunitaria promossa dalla Ue. Ha per la prima volta affermato l’adesione all’articolo 5 del trattato Nato, cioé quello che garantisce la difesa automatica degli alleati attaccati, ribadendo però la sollecitazione a tutti i membri di investire di più nella difesa. Quindi, alla vigilia del vertice di domani con Putin, ha invitato la Russia a smettere di destabilizzare l’Europa in Ucraina e altrove, rinunciare alle alleanze con l’Iran e il regime di Assad in Siria, e tornare a far parte del gruppo dei paesi responsabili che garantiscono la stabilità generale.  

«Non siamo d’accordo con questo approccio», ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, parlando ai giornalisti. E a proposito dell’imminente convegno tra i due presidenti, Trump e Vladimir Putin, Peskov ha aggiunto che «potranno scambiarsi di persona i loro pensieri sulle questioni più importanti e, cosa più importante, sarà l’occasione per intendersi e finalmente capire il vero approccio di ciascuno nelle relazioni bilaterali, non l’approccio che è diffuso dai media».