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Interferenze nel voto, dagli Usa nuove sanzioni contro la Russia

Nuove sanzioni americane contro la Russia, per il tentativo fatto lo scorso anno di influenzare le elezioni presidenziali. Le ha approvate il Senato degli Stati Uniti, aggiungendo anche un meccanismo per la revisione delle misure in vigore, che renderebbe più difficile per il presidente Trump eliminarle. Un chiaro segnale del fatto che entrambi i partiti sono convinti degli attacchi lanciati da Mosca, e non si fidano delle reazioni della Casa Bianca, sotto pressione per l’inchiesta sul “Russiagate”. 

Le nuove sanzioni riguardano in particolare l’apparato militare del Cremlino, e si aggiungono a quelle che erano già in vigore per punire l’invasione dell’Ucraina e l’annessione della Crimea. Lo scopo, però, è rispondere in particolare agli attacchi che gli hacker manovrati da Mosca hanno condotto nel 2016, per penetrare gli archivi del Partito democratico e danneggiare la candidatura di Hillary Clinton.  

Il presidente Trump, favorito da queste azioni, non le ha condannate in maniera esplicita, ma la comunità dell’intelligence è convinta che sono state lanciate dalla Russia con l’approvazione dei massimi livelli dello stato, cioé lo stesso Putin. Anche i parlamentari si sono convinti di questa verità, e infatti le nuove sanzioni sono state approvate quasi all’unanimità, con soli due voti contrari. Il provvedimento potrebbe ancora essere modificato dalla Camera, che secondo alcune indiscrezioni vorrebe annacquarlo, ma il vero test ci sarà quando la legge arriverà sul tavolo di Trump: il presidente la firmerà, o cercherà di bloccarla col veto? 

Il segretario di Stato Tillerson ha detto di essere contrario a iniziative che complichino il dialogo con Mosca, ma la Casa Bianca sa che se mettesse il veto, i sostenitori delle nuove sanzioni avrebbero poi la maggioranza di due terzi necessaria scavalcarlo. Ciò imbarazzerebbe Trump, che verrebbe percepito come il difensore del Cremlino, proprio mentre la sua campagna elettorale è sotto inchiesta per le possibili collusioni con la Russia durante gli attacchi per influenzare le elezioni del 2016.