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Lo scontro di Kerch tra Ucraina e Russia e il vertice Trump-Putin

Lo scontro navale tra russi e ucraini nello Stretto di Kerch (Piccolenote) ha creato nuove asperità tra Occidente e Russia, anche se meno di quanto poteva accadere.


Il sostegno della Nato e dell’Occidente a Kiev è infatti atto dovuto. Solo Nikki Haley, ambasciatrice Usa all’Onu (per fortuna del mondo, dimissionaria), ha usato i soliti toni incendiari contro Mosca. Ma ad oggi appare voce isolata.


Lo scontro di Kerch: torti e ragioni


Per quanto riguarda torti e ragioni, qualche cenno. La Russia ha fatto valere un diritto assimilato nei fatti: considerando la Crimea ormai russa, ha applicato le norme sulle acque territoriali nazionali.


Kiev lamenta che ciò è contro l’antico trattato tra Ucraina e Russia, che sancisce la condivisione di quel tratto di mare.


Al di là della contesa tra i litiganti, non si comprende come Washington possa protestare per la violazione dei diritti di Kiev, stante tanti pregressi.


Un modello: in Siria gli Stati Uniti hanno il controllo della zona ad Est dell’Eufrate, in violazione del diritto internazionale sulla sovranità di Damasco riguardo il suo territorio nazionale.


Il 7 febbraio del 2018 alcuni mercenari russi, presenti in Siria in accordo con il governo di Damasco, varcarono quel confine stabilito dagli Usa. Furono trucidati. Cento i morti causati da un bombardamento durato un’intera notte.


Nel caso specifico, gli Usa fecero valere un confine stabilito da sviluppi geopolitici (conflitto siriano), facendo prevalere il diritto assimilato nei fatti su quello internazionale. Un po’ quel che è accaduto a Kerch, anche se in misura molto meno macabra.


I timori russi e il disperato Poroshenko


Sulla vicenda, appaiono interessanti alcuni cenni di Mark Galeotti, esperto britannico di geopolitica, intervistato sulla Repubblica di oggi.


Al di là delle usuali critiche a Mosca (che non riportiamo perché si possono leggere agevolmente su tutti i media), Galeotti rileva che è possibile che a far scattare l’azione russa a Kerch sia stato il sospetto “che l’Ucraina stesse realmente pianificando qualche cosa (cosa che non possiamo escludere). Non dobbiamo dimenticare il livello di sfiducia reciproca che c’è tra i due Paesi”.