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Francesco Attolini, da Noicattaro zar dell'arte in Russia

L'artista e gallerista barese parla del Macin, nuovo museo pronto a ripartire dopo l'emergenza

Se in questi giorni fanno impressione e affascinano, al tempo stesso, le immagini di qualsiasi città del mondo libere da traffico, pedoni e turisti, persino la più famosa arteria russa appare irriconoscibile. È la «Prospettiva Nevskij», che da tre secoli attraversa e taglia a metà il centro storico di San Pietroburgo: qualche giorno fa l’ha documentata in un breve video su suoi canali social anche l’artista, gallerista e set designer barese Francesco Attolini, che vive e lavora lì da dieci anni.
«Non l’avevo mai vista così deserta - spiega -, è un’immagine che mi ha colpito e ricorderemo a lungo». Ma se Franco Battiato, nel brano Prospettiva Nevskij, cantava «com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire», Attolini appare tranquillo e sereno: lo raggiungiamo al telefono per farci raccontare come si sta vivendo questo difficile momento in Russia, la nazione che per prima aveva chiuso le frontiere con la Cina, dopo la diffusione dell’epidemia da Covid-19 in Asia.

«A San Pietroburgo la condizione dei contagi è per fortuna più contenuta che a Mosca: ufficialmente siamo in contumacia fino al 30 aprile, ma credo andremo avanti fino a metà maggio almeno. In città comunque non c’è psicosi: qui la mascherina è indossata dal 20% della popolazione e non c’è mai stato assalto ai supermercati».
Una cosa è certa: la vitalità e l’economia di San Pietroburgo, sviluppata nei settori principali di arte, intrattenimento, ristorazione e turismo, sono state colpite duramente dall’isolamento forzato. Lo sa bene lo stesso Attolini, che oltre ad occuparsi di arte da sempre, svolge una poliedrica attività di marketing e branding planner: in 10 anni a San Pietroburgo ha realizzato più di 500 eventi, e lavorato con i più importanti brand della ristorazione, dell’arte, della moda e del cibo. È l’artista straniero vivente più influente e conosciuto in Russia (secondo le riviste Consul, Time Out e Kids), ha co-fondato la prima galleria d’arte internazionale «OIOIOI», e creato la Metropolis Gallery. Art director di «Up! Russia», sua è anche l’Attolini Agency, che da anni si occupa di comunicazione, branding e social media. Dietro la sua calma apparente, insomma, ribolle l’attività dell’imprenditore e artista costretto a fermarsi in un momento strategico.

«Prima di questa inaspettata ondata di epidemia - prosegue Attolini - ero in uno dei miei periodi migliori, in quanto a creatività. Un progetto che covavo da tempo era pronto a partire, nella mia terra, e la cosa mi rendeva orgoglioso: l’8 maggio si sarebbe inaugurato a Noicattaro un museo d’arte contemporanea internazionale, il «M.A.C.I.N.» (creato in sinergia con l’amministrazione comunale), di cui sarei stato fondatore e art director. In questi mesi ho dialogato proficuamente con il sindaco Raimondo Innamorato: la sede è stata rinvenuta nel Palazzo della Cultura, ex convento dei Carmelitani, dove c’è già la Galleria Civica. Sarebbe stata dunque potenziata enormemente, diventando museo e galleria insieme, in un progetto ambizioso che avrebbe ospitato e dato residenza temporanea ad artisti di respiro internazionale, autori anche di master class nel territorio. Saremmo partiti con Andrey Isaenkov, pittore e artista siberiano tra i più in voga, per l’eccellenza delle sue opere. Era tutto pronto: adesso la partenza e i primi eventi del nuovo Museo di Noicattaro sono rimandati, a quando la condizione contingente lo permetterà. Mi auguro che il mondo dell’arte possa ripartire al più presto: è uno spazio vitale di cui abbiamo tutti bisogno».