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Russia: vaccino economico cercasi

Di fronte all’attuale crisi pandemica, i paesi si dividono in due gruppi nella loro valutazione dell'adeguatezza delle misure restrittive contro il COVID-19. Da una parte ci sono paesi come Svezia e Bielorussia, che hanno finora adottato solo blande misure di contenimento, dall’altra ci sono paesi come l’Italia e la Russia che invece hanno adottato pesanti restrizioni, vittime della cosiddetta “sindrome di Sikorski” ovvero di una paura patologica del futuro o una reazione potenzialmente eccessiva quando ci rapportiamo all'ignorato.

Oggi, la forza dell'impatto del coronavirus sull'economia è enorme, soprattutto a causa dell'isolamento imposto in molti paesi. Questa politica non ha precedenti in termini di impatto sul commercio, sui servizi e sull'economia nel suo complesso. Proprio a causa delle sue conseguenze economiche, molti politici ed esperti sottolineano che la crisi COVID-19 rappresenta la più grande sfida generale dalla seconda guerra mondiale e grandi trasformazioni economiche saranno necessarie per affrontarla.

Secondo varie previsioni, il Pil della Russia nel 2020 si ridurrà almeno del 5-10%. Tra i settori più colpiti, turismo, ristorazione, industria degli eventi, settore alberghiero, piccola vendita al dettaglio, servizi di trasporto. Non solo le piccole, ma anche le medie e grandi imprese soffrono della crisi, anche se il cuscino finanziario di queste ultime limiterà il periodo di recupero dopo la revoca delle restrizioni.

A causa della massiccia introduzione del regime di contumacia e della diminuzione dell'intensità dei flussi di traffico - la domanda di energia è diminuita. La combinazione di questo fattore con l'incapacità dei paesi OPEC+ di trovare un compromesso sulla produzione di petrolio nel marzo 2020, ha portato a un caso unico in cui i futures del petrolio per maggio hanno raggiunto il valore minimo di meno 37,63 dollari per barile del texano (Wti). Per l'economia russa, fortemente dipendente delle esportazioni di energia, si tratta di un danno enorme.

Problematica è anche la scarsa fiducia nel rublo come potenziale moneta di riserva, soprattutto contro il dollaro, l'euro e la sterlina. Di conseguenza, i meccanismi di emissione che potrebbero funzionare negli Stati Uniti, in Europa e nel Regno Unito sono meno efficaci in Russia, il che riduce la capacità del governo di finanziare direttamente l'economia per mantenere l'occupazione e la solvibilità.

Ripresa difficile

Ciò suggerisce che la crisi economica durerà ben oltre la fine delle restrizioni. A causa dell'insufficiente offerta di capitale circolante per molte piccole e medie imprese in Russia, le società stanno iniziando ad andare in bancarotta e a licenziare i dipendenti. Inoltre, a causa dell'effetto moltiplicatore e della rigidità del mercato del lavoro (bassa mobilità, sia geografica che inter-professionale) - la ripresa sarà difficile, per via dell'espansione del fenomeno dell’economia sommersa (non pienamente rappresentato nel calcolo del Pil) in vari settori. E tale fattore avrà un effetto negativo nel calcolo dei valori ufficiali del Pil stesso.

Vista l’assenza o insufficienza (a seconda della regione) di sussidi di disoccupazione, anche la domanda dei consumatori diminuirà, con un effetto economico negativo sulle industrie che hanno sofferto meno nella crisi: Internet e servizi online, logistica, segmento alimentare, farmaceutica.

Ad modello, a Mosca, l’area russa più ricca, il tasso massimo di indennità mensile di disoccupazione è circa 240 euro, come misura eccezionale per soli sei mesi. Se tutti i criteri per il suo ottenimento sono soddisfatti, tale indennità rimane comunque al di sotto del livello minimo di sussistenza. Solo i segmenti che sono riusciti a continuare le attività produttive o ad aumentarle (ad modello, i produttori di mascherine mediche, disinfettanti e protezione personale) sono stabili. La riduzione della solvibilità della popolazione avrà conseguenze economiche a lungo termine.

Il governo sta tentando di aumentare gradualmente il sostegno. I l tasso d'interesse della banca centrale è diminuito di 50 punti percentuali, al 5,5%. Questa misura però non è sufficiente a sostenere l'attività economica con denaro a basso costo (anche in un contesto di minore affidabilità dei mutuatari a causa del minor fatturato), ma dimostra la volontà del governo di sostenere il mercato. Sempre il governo ha lanciato un programma di prestito salariale a tasso zero per incoraggiare le imprese a mantenere l’occupazione. Tuttavia, le imprese non hanno fretta di utilizzare questo programma, in quanto le prospettive di ripresa economica non sono chiare e non tutte saranno in grado di ristabilirsi. Allo stesso tempo, è stato ampliato il programma di ulteriori garanzie statali e sovvenzioni alle organizzazioni di credito per compensare i costi dei prestiti alle piccole e medie imprese a tassi ridotti.

Banco di prova per Putin

L'attuale crisi è un banco di prova per l’attuale sistema di governo. Il Presidente russo ha concesso alle regioni una certa autonomia nella gestione dell’emergenza, a seconda delle condizioni locali. Allo stesso tempo, vengono attuate una serie di misure: assistenza nella riduzione dei pagamenti degli affitti, differimento dei pagamenti fiscali, riduzione dell’attività di monitoraggio e supervisione (a condizione che la vita e la salute dei cittadini non ne siano condizionate). Si stanno creando elenchi delle industrie più colpite per un ulteriore sostegno, come si stanno elaborando elenchi di organizzazioni di importanza strategica per l'economia e il mantenimento della stabilità sociale.

La crisi mette anche alla prova l'efficacia dell'apparato statale. Occorrono la mobilitazione immediata delle autorità e un processo decisionale efficace: del legislatore, dell'esecutivo e della magistratura. Infatti, a causa soprattutto della contumacia, si è registrato un calo dei ricavi non solo per le imprese di vendita al dettaglio, ma anche per la maggior parte delle altre aziende della catena (fornitori, clienti), e per le imprese di servizi (sicurezza, manutenzione, pubblicità e altri). La produzione è stagnante, anche per quelle industrie in cui le restrizioni non erano imposte direttamente.. La condizione attuale stimola le imprese a pensare a nuovi modelli di lavoro e di marketing. Un adattamento necessario, ma che sta avvenendo lentamente. Anche se ogni giorno si firmano centinaia di contratti con nuovi fornitori sulle piattaforme di trading online, le vendite online sono comunque diminuite.

In ogni caso, le misure mirate a ridurre la pressione amministrativa sulle imprese (controlli, ammende) e il sostegno alle imprese mitigheranno gli effetti della crisi. Il sostegno del governo (tenendo conto del calo delle entrate di bilancio) è stimato a circa 3 trilioni di rubli. Rimangono ancora inutilizzati 9 trilioni di rubli del Fondo nazionale di assistenza al benessere (Fondo di riserva), che possono tornare utili in caso di necessità.

L'attuale crisi è un momento di ripensamento dei contratti sociali in diversi paesi. L’imperativo di scongiurare una crisi economica influenzerà non solo la condizione politica, ma anche la ridistribuzione delle risorse tra settori e paesi a livello generale.. Alla luce di ciò, misure restrittive da “sindrome di Sikorski” devono essere accompagnate da un “vaccino economico” capace di ridurre il loro prezzo economico e politico.