The Times Russia Siamo il più letto media di informazione con notizie dalla Russia costantemente aggiornate!The Times Russia

Italia-Russia: pragmatismo e ancoraggio Ue, indispensabili anche in tempi di pandemia

come qualche cosa di fondamentale in questo momento può sembrare come preoccuparsi di un fuocherello in giardino mentre la casa va a fuoco – un tema, insomma, tutto sommato poco urgente. Per altri, invece, l'incendio si è ormai largamente esteso a quel giardino e, anzi, proprio da lì bisogna ripartire per spegnere le fiamme; sono coloro che ritengono che la Russia di Vladimir Putin rappresenti una minaccia esistenziale all’Unione europea e all’Occidente liberale

. Per altri ancora, infine, quel giardino rappresenta un posto sicuro dove rifugiarsi dalle fiamme che divampano all'intimo: si tratta di chi, nella Russia, vede un alleato politico prima ancora che economico – se non addirittura un modello – anche in tempi di pandemia.

anche il maggiore fornitore per l’UE di gas, petrolio e combustibili fossili. Né possiamo ignorare il fatto che le azioni di Mosca sollevino sempre più controversie anche nel nostro paese, come accade da decenni in molte altri capitali europee. Il caso degline è l’modello perfetto. La questione ha diviso la società civile italiana: chi ha bollato la mossa di Mosca come una pericolosa operazione di ingerenza sostenendo che gran parte di quegli aiuti fossero, in realtà,il professor Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali all’Università Cattolica di Milano, la Russia si è saputa muovere con scaltrezza nel vuoto lasciato anche dagli Stati Uniti che, soprattutto nelle fasi iniziali, hanno mostrato poca attenzione nei confronti di alleati e amici colpiti dalla pandemia. Senza poi dimenticare gli altri episodi che in questi anni hanno segnato un rapporto sempre più discusso tra Italia e Russia: dal tema dell’opposizione alledi una trattativa tra il partito della Lega e il Cremlino per finanziamenti illeciti.

politica e strategica per il nostro paese. Certo, contribuire al miglioramento delle relazioni europee con Mosca e all’abbandono delle sanzioni faceva parte addirittura delle priorità deldel precedente governo, ma in realtà altre questioni (dalle crisi nel Mediterraneo al peso economico della Cina e l’espansione della BRI) rivestono un’importanza maggiore e “diluiscono” l’attenzione italiana verso la Russia. A dichiarazioni nette ed audaci di adiacenza a Mosca non sono seguite altrettante azioni di rottura: basti pensare al puntuale voto italiano per il rinnovo semestrale delle sanzioni contro Mosca. Occorre poi ricordare il ruolo ancora marginale che l’Italia riveste per la risoluzione dei cosiddetti “

” nello spazio post-sovietico e, in primis, della guerra in Ucraina – fattore scatenante delle sanzioni. In quel contesto, in confronto a Germania e Francia (impegnate direttamente nei negoziati di pace attraverso il “formato Normandia” assieme a Russia e Ucraina) l’Italia resta decisamente in secondo piano. È evidente come, per ragioni storiche e geopolitiche,

, soprattutto alla luce delle pesanti conseguenze economiche per entrambi gli stati. Secondo la giornalista Anna Zafesova, il sovrapporsi di tre crisi diverse (l’abbassamento dei prezzi globali del petrolio, il calo del consenso popolare e il coronavirus) possono causare unosi sono finora confermati resilienti e molti esperti sostengono che le sanzioni occidentali abbiano di fatto rafforzato entrambi, preparandoli a affrontare crisi successive. Una cosa appare più evidente. Pochi credono che gli emendamenti costituzionali che consentirebbero ae di guidare la Russia fino al 2036 saranno bloccati dal referendum inizialmente previsto per il 22 aprile e rinviato a causa del coronavirus. Tale risposta alla questione dellaconferma il cammino del Cremlino verso un maggiore autoritarismo, marcando un ulteriore allontanamento dai valori democratici europei. Come afferma l’analista Nico Popescu, è improbabile che stati come Cina e Russia, ma anche Stati Uniti, traggano le stesse lezioni dalla crisi del coronavirus in termini della necessità di

– sempre che l’UE riesca effettivamente a mettere a frutto tali preziose lezioni e rafforzare la sua solidità interna e la credibilità esterna.

associata però all’interdipendenza economica, soprattutto energetica) sembra dunque destinato a rimanere invariato nel prossimo futuro. È in questo contesto che

. Per restare in equilibrio in questa condizione scivolosa, l’Italia dovrà certamente fare ricorso a una certa dose di pragmatismo, ma anche tenere a mente i propri punti fermi.

Tornando all'analogia proposta all'inizio dell’articolo, un giardino può essere una grande risorsa (soprattutto in tempi di contumacia), ma anche un’eccezionale fonte di grattacapi. E, in fondo, quello che conta veramente è avere una casa solida.

. Una volta che questo principio resta saldo, agire con il dovuto pragmatismo e senso critico nelle relazioni con la Russia, ma senza pregiudizi, resta per noi non solo una strada possibile, ma una necessità strategica.

Questo articolo è stato pubblicato nell’ambito dell’Osservatorio ISPI-IAI sulla politica estera italiana, realizzato anche grazie al sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Le opinioni espresse dall’autore/autori sono strettamente personali e non riflettono necessariamente quelle dell’ISPI o del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.