The Times Russia Siamo il più letto media di informazione con notizie dalla Russia costantemente aggiornate!The Times Russia

La curva dei bond russi si è normalizzata e offre potenziali ulteriori guadagni

Rendimenti a lunga scadenza in Russia ai minimi storici, mentre il rublo quest'anno un po' vacilla sul Coronavirus. Ma l'obbligazionario di Mosca resta appetibile anche per il prossimo futuro.

Il 20 marzo, la Banca di Russia sarà chiamata a decidere se continuare a tagliare i tassi o lasciarli per il momento invariati, dopo che il tasso d’inflazione a gennaio è sceso a poco sopra la metà del target del 4%, al 2,4%. Il governatore Elvira Nabiullina potrebbe allentare ulteriormente la politica monetaria, prendendo al balzo anche la congiuntura internazionale sfavorevole, con il Coronavirus che sta intaccando seriamente la crescita economica del vicino cinese. Il rublo non ha risentito granché della pandemia, se non indirettamente, vale a dire tramite il ripiegamento delle quotazioni del petrolio, materia prima principale esportata dalla Russia.

Contro il dollaro, perde quest’anno il 2,5%, ma il mercato obbligazionario non invia segnali di cedimento. Anzi, il rendimento a 10 anni scende ai minimi storici, in area 6,05%, mentre quello a 2 anni si attesta al 5,50%, il livello più basso dal 2011. Ancora meglio va ai bond russi denominati in dollari USA. Il decennale (ISIN: XS0114288789 rende ormai solo poco più del 4,50% e sulla scadenza a 2 anni (ISIN: XS0767472458) nemmeno si arriva al 2%. Rispetto ai Treasuries di pari durata, gli spread si attestano rispettivamente a 295 e 55 punti base, mostrando una curva dei tassi russa sostanzialmente normalizzatasi.

I rapporti con l’estero

Per valutare l’opportunità di investire sul mercato obbligazionario russo, bisogna non soltanto tenere conto delle variazioni attese sui tassi di cambio, a loro volta strettamente dipendenti dall’andamento del petrolio. Le tensioni geopolitiche appaiono importanti. Mosca è sotto sanzioni di USA e UE dal 2014 sul caso Crimea. E proprio ieri è arrivata la notizia che Washington ha adottato sanzioni specifiche contro la compagnia petrolifera Rosneft, a seguito dei suoi legami commerciali con la venezuelana PDVSA, i quali nei fatti dribblano l’embargo americano contro Caracas. Le autorità USA avevano avvertito il governo russo con giorni di anticipo della loro soluzione, una mossa che per gli osservatori avrebbe consentito a Mosca di proteggere gli assets della compagnia, segno che la Casa Bianca non abbia intenzioni fortemente punitive verso il colosso petrolifero.