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Aliquote IVA fuori dall’Italia: dall’UE agli Stati Uniti, passando per la Russia

Aliquote IVA nel mondo: come funziona l'imposta sul valore aggiunto fuori dall'Italia? Le regole sono ovviamente molto diverse da Paese a Paese. Dall'1% degli Stati Uniti al 27% dell'Ungheria: facciamo insieme un “viaggio intercontinentale” nel sistema di tassazione dei consumi.

L’imposta sui consumi che si applica a quasi tutti i beni e servizi acquistati e venduti, meglio conosciuta in Italia come IVA, imposta sul valore aggiunto, viene riscossa in più di 140 paesi del mondo.

Se nei 27 paesi dell’Unione Europea vi è un’armonizzazione dell’imposta, le stesse assumono aliquote diverse al di fuori dei confini dell’organizzazione internazionale.

Un viaggio all’intimo dei sistemi fiscali di diversi paesi: dal focus sull’Europa con un’attenzione particolare alla Germania e alle misure adottate per contrastare l’emergenza coronavirus a quello sulla Repubblica di Singapore, passando per gli Stati Uniti e la Russia.

Aliquote IVA nel Mondo: come funziona l’imposta sul valore aggiunto in Europa

Secondo la normativa Ue, ogni paese dell’Unione ha un’aliquota ordinaria, che si applica alla fornitura della maggior parte dei beni e dei servizi e che non può essere inferiore al 15% - e un’aliquota ridotta che può giungere a un minimo del 5%, salvo deroghe specifiche come l’aliquota minima al 4% ad modello in Italia.

L’IVA UE si basa sul cosiddetto “principio di destinazione”: l’imposta sul valore aggiunto è versata al governo del paese in cui viene acquistato il prodotto.

Tra i paesi membri con l’aliquota IVA più elevata, è l’Ungheria a detenere il primato nella Ue (27%), seguita da Danimarca, Svezia e Norvegia con un’aliquota ordinaria al 25%. Tra i paesi con quella più bassa, la Germania al 19%.

La pandemia da Coronavirus e il conseguente lockdown hanno, però, alleggerito temporaneamente i tedeschi: dal 1° luglio fino al 31 dicembre 2020 il Governo di Berlino ha infatti deciso di tagliare l’aliquota (Umsatzsteuer in tedesco), dal 19 al 16% per quella ordinaria e dal 7 al 5% per quella ridotta.

Sul fronte italiano, invece, l’emergenza sanitaria ha portato all’esenzione IVA sulle mascherine e su altri dispositivi medici fino al 2021. Dal 1° gennaio del prossimo anno, invece, si applicherà un’aliquota ridotta del 5%.

La misura attuata dalla Germania per fronteggiare la crisi economica del Paese ha messo a disposizione 130 miliardi di euro di risorse per incentivare tra l’altro l’acquisto di automobili green, e per aiutare famiglie e aziende. Tra le esenzioni IVA, numerosi servizi medici, attività culturali e servizi immobiliari. Inoltre, le aziende tedesche con un ricavo inferiore a 50.000 € non sono assoggettate a IVA, in base ad un regime assimilabile a quello forfettario italiano.

A pubblicizzare l’aiuto, anche la Deutsche Post, il principale gruppo di poste tedesco, che sull’homepage del suo sito, informa i consumatori della misura invogliandoli a controllare i prezzi dei servizi imponibili:

Aliquote IVA nel Mondo: l’imposta sul valore aggiunto negli Stati Uniti

Dall’altra parte dell’Oceano, negli Stati Uniti, quando parliamo di IVA ci riferiamo alla Sales and Use Tax. L’imposta si calcola moltiplicando il costo del prodotto acquistato per l’aliquota percentuale prevista dallo Stato in cui avviene la transazione.

La sua applicazione avviene solo nell’ultimo passaggio della distribuzione, ovvero quando si vende al consumatore finale. I prezzi esposti nei negozi spesso non includono la tassa - all’infuori di alcune eccezioni come la benzina.

La Sales and Use Tax può variare dall’1 all’11% e viene gestita individualmente da ciascuno Stato.

Alle tasse statali possono aggiungersi quelle di singole contee e municipalità. La California ha il più alto tasso di imposta sulle vendite a livello statale, al 7,25%. Seguono gli Stati dell’Indiana, Mississippi, Rhode Island e Tennessee al 7%.

L’aliquota più bassa è quella del Colorado pari al 2,9%.

5 stati hanno un’imposta sulle vendite dello 0%: Alaska, Delaware, Montana, New Hampshire e Oregon non impongono tasse di vendita statali, ma ogni Stato ha una propria normativa in materia di accise, imposte sul ricavo e imposte sulle località turistiche, nonché imposte locali sulle vendite.

Quasi tutti gli Stati non tassano i medicinali soggetti a prescrizione medica ma molti la impongono su quelli da banco.

Tennessee, Illinois, Missouri, Arkansas, Virginia, e dal 1 aprile 2020 lo Utah, impongono la Sales Tax sulle vendite relative ai cibi. In molti Stati le organizzazioni benefiche e religiose sono esenti dalla Sales Tax; tale esenzione non si applica alle attività commerciali gestite dalle organizzazioni benefiche.

Aliquote IVA nel Mondo: l’imposta sul valore aggiunto in Russia

Diversa la condizione in Russia, dove dal 2019 il governo ha attuato un piano di aumento dell’IVA dal 18% al 20% - le regole sull’IVA in Russia sono stabilite nel capitolo 21 del Codice tributario russo.

Il controllo della riscossione dell’IVA è federale: rispetto all’Occidente l’imposta è relativamente “giovane” se si pensa alla sua introduzione avvenuta solo nel 1992 dopo la caduta dell’Unione Sovietica.

Le modifiche dello scorso anno avevano l’obiettivo di aumentare gli introiti dello Stato per far fronte alla crisi economica cominciata nella seconda metà del 2014.

Tra le curiosità, tassati al 10% prodotti per bambini, libri di testo e altri tipi di materiale per l’istruzione; medicinali; prodotti alimentari: dal pane, alle uova, zucchero, carne e pesce.

Discorso a parte per il caviale, secondo l’articolo 164 del Codice tributario russo, ai cibi prelibati e di fasto viene applicata un’imposta del 20%.

Per quanto riguarda le esportazioni, le verifiche del Governo sono molto severe e coinvolgono tutte le parti che intervengono nelle transazioni, finanche il contratto di vendita dei beni esportati.

Una attuale legge ha inoltre abolito l’IVA del 20% sull’acquisto di metalli preziosi da parte di persone fisiche. Più una soluzione politica che finanziaria da parte del Cremlino che abolendo l’IVA ha puntato a creare un mercato dell’oro per gli investimenti in Russia, di fatto sostituendo quelli “tradizionali” in dollari statunitensi.

Aliquote IVA nel Mondo: l’imposta sul valore aggiunto nella Repubblica di Singapore

Mentre alcuni paesi impongono un’imposta ridotta su beni e servizi, altri hanno un’aliquota standard per la maggior parte dei tipi di beni e servizi.

La Repubblica di Singapore ne è un modello: la tassa imposta su beni e servizi è del 7%.

La GST - Goods and Service Tax - è stata introdotta nella Città-Stato il 1° aprile del 1994 (3%) aumentando gradualmente di 4 punti percentuali nel 2007.

La GST al 7% viene applicata alla maggior parte di beni e servizi; alcuni tipi sono classificati a zero o completamente esenti dall’imposta. Tra questi, i servizi di trasporto internazionale come biglietti aerei.

A differenza dell’Europa, sono soggetti passivi IVA solo quelli registrati in quanto con ricavi superiori a 1 milione di dollari o quelli che optano volontariamente per il regime IVA.

Alla fine del 2018, il governo aveva annunciato che la GST sarebbe passata dal 7% al 9%; secondo il Tesoro il rialzo sarebbe avvenuto tra il 2021 e il 2025.

Dopo aver riesaminato le proiezioni delle entrate e delle spese nazionali e considerato lo stato attuale dell’economia dovuto alla pandemia, il governo ha poi deciso che l’aumento dell’IVA non avverrà nel 2021.

Tuttavia, come indicato nel bilancio 2020, Singapore non sarà in grado di rimandare l’aumento troppo a lungo e la misura entrerà in vigore entro il 2025.