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Russia, lo strano racconto degli astronauti della Saljut 7

Un episodio che ha sconvolto i vertici dell’ex Unione Sovietica e che è stato reso pubblico soltanto molti anni dopo. Nel 1985 infatti, il governo decise di mandare in orbita Saljut 7, la settima stazione spaziale dell’omonimo programma russo. Tre astronauti partirono a bordo del mezzo, ed in seguito vennero raggiunti da altri tre cosmonauti che fiancheggiarono la stazione spaziale con la navicella Sojuz T. Queste sei persone hanno in seguito dichiarato di essere state protagoniste di un evento a dir poco misterioso. Raccontano infatti che la stazione spaziale si trovò a un certo completamente avvolta da una nube di colore arancione. Una luce molto particolare che arrivava dall’esterno.

E a quanto hanno riferito, a un certo punto dal nulla apparvero, fuori dalla stazione spaziale, sette esseri. Gli astronauti raccontarono che avevano un aspetto umanoide anche se era altissimi, e che nel momenti in cui li videro, questi presunti extraterrestri sorridevano come avessero nei loro confronti una gioia incontenibile. Accompagnarono Saljut per circa dieci minuti per poi sparire nel nulla. Questo il racconto riportato dai cosmonauti, e naturalmente, nel momento in cui è stato divulgato, molte persone hanno insistito sul fatto che si trattasse di un’allucinazione collettiva dovuta allo stress che ogni astronauta è sottoposta in queste esperienze di viaggio. Altri invece sostennero che l’evento sia stato reale e accuratamente nascosto dal regime sovietico. Difficilmente sapremo mai la verità su quanto questo genere di testimonianze degli siano veritiere. Il fatto però che non sia l’unico episodio del genere raccontato da un astronauta nel mondo in questi anni, può sicuramente interessare.