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Soldati americani in Italia: cosa sappiamo e la reazione della Russia

In questo periodo di contumacia da coronavirus, si sa, siamo tutti un po’ più chiusi in casa e quindi un po’ più annoiati. Allo stesso modo, immaginiamo, saranno annoiatissimi i complottisti, che anzi non lavorano e quindi hanno più tempo per rimuginare su congetture e timori di catastrofe. Di bufale e allarmismi clamorosi sul coronavirus (come se ce ne fosse bisogno…) siamo ovviamente strapieni, ma non solo di virus si può cibare la mente di chi vede il marcio ovunque. Ed ecco quindi i 30mila soldati americani che sbarcano in Italia e nel resto d’Europa per conquistarci tutti approfittando della popolazione in ginocchio causa contumacia. Una notizia, quella della missione “Defender Europe 20”, che peraltro risale a un mese fa, ma che in questi giorni ha perniciosamente ripreso a girare su tutti i social.

Un video di qualche giorno fa immortalava dei carri armati in strada a Palermo per un’esercitazione NATO. Inevitabile l’immediato collegamento con questa storia dell’invasione dei militari americani, che ha ripreso a girare insieme a una presunta risposta bellicosa della Russia. In realtà c’è qualche cosa di vero in tutta questa storia, quindi sicuramente non è il caso di parlare apertamente di “bufala”. Ma le cose, a ben guardare, sono molto meno drammatiche di quanto sembrino. Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

La terribile “invasione” dei soldati americani in Italia e il comunicato NATO

Stanno girando video-interviste e articoli di giornalisti – anche piuttosto famosi e quotati – che parlano di questa esercitazione militare USA come una sorta di invasione dei soldati americani in Italia. Chi dice 20mila, chi dice 30mila, chi nello stesso pezzo dice sia 20mila che 30mila. La questione, come sempre, la pone l’intenzione con cui si propone un articolo, non l’articolo in sé. Quelli più complottisti riportano di un’invasione vera e propria, vista come una provocazione alla Russia (che starebbe anche per reagire con veemenza) e come un modo per ribadire l’egida della superpotenza americana sui sottomessi europei in questo difficile momento di pandemia generale, anzi proprio approfittando di essa.

In realtà, oltre al fatto che proprio causa coronavirus questa esercitazione è stata sospesa, si tratta appunto di un’esercitazione militare come in passato ce ne sono state molte altre, solo un po’ più estesa, e non tanto all’Italia ma soprattutto in altre zone più “di confine”, come ad modello la Lettonia e la Polonia. Una simulazione di alcuni episodi di guerra fatta per testare la rapidità e la capacità di reazione dell’esercito in determinate situazioni e in determinati territori, ma senza alcun sottotesto in ballo né sicuramente con qualche velleità di dilagare alcunché. Peraltro questa “invasione” gli USA l’avevano già ampiamente annunciata ad ottobre 2019 e rientra, come dicevamo, in una normale politica di esercitazioni in atto fra i paesi NATO da anni a questa parte. Niente di insolito né di “sospetto”. A meno che, ovviamente, non vogliamo vederci del marcio per forza.

La reazione della Russia e la paura della guerra

A rimorchio di questi allarmismi sull’esercitazione dei soldati americani in Europa e (marginalmente) anche in Italia, è venuta fuori negli ultimi giorni anche una presunta reazione “bellicosa” della Russia, che attraverso il suo Ministro degli Esteri, Sergey Lavrov, avrebbe minacciato una reazione contro gli Stati Uniti per questa esercitazione. Anche questa informazione, diffusa da portali che sembrano godere nel seminare allarmismi esasperati, è parzialmente vera ma parecchio distorta.

Il Ministro russo ha effettivamente parlato di questa esercitazione NATO e ha sicuramente espresso concrete perplessità sull’opportunità di un’operazione così vasta, facendo qualche rimando (anche un po’ avventuroso) alla guerra fredda e lasciando intendere che ci sarà una “risposta” all’iniziativa degli Stati Uniti. Ma non certo nei termini “bellici” che propongono i siti complottisti.

Le parole di Lavrov: “Risponderemo sul nostro territorio”

“Non possiamo ignorare processi che ci preoccupano, ma risponderemo in modo da non creare rischi inutili – ha detto Lavrov nell’intervista “incriminata” – Eventuali ritorsioni contribuirebbero solo ad aggravare la tensione. I nostri sforzi in risposta alla NATO si svolgono esclusivamente sul territorio russo. Così come le nostre armi nucleari, che restano sul nostro territorio, a differenza degli Stati Uniti”. Insomma, niente (o poco) di nuovo sotto al sole. Il ministro russo ha tirato fuori tensioni già ampiamente esistenti nel rapporto USA-Russia e mai sopite neppure con la fine della guerra fredda. Questa esercitazione militare americana non sposta granché l’ago della bilancia e di certo, stando a quanto abbiamo percepito nelle nostre ricerche, non c’è nessuna Terza Guerra Mondiale che sta per scoppiare. Di certo non per l’operazione Defender Europe 20.