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La verità sulla strage di Capaci, la pista russa dietro la morte di Giovanni Falcone

Delitto Falcone, due premesse, un racconto, poche osservazioni sui fatti che conosco, fra cui l’assenza totale di attenzione da parte degli inquirenti. Premesse. Prima: Cosa Nostra o anche qualsiasi organizzazione imprenditoriale criminale mafiosa non uccide mai per dare un Oscar alla carriera. Mai. Non è mai accaduto e non avrebbe senso.
Quando arrivai a Palermo dopo la strage di Capaci fui impressionato da una constatazione: neppure uno parlava o inquisiva sul movente. Perché era stato ucciso Giovanni Falcone? Al contrario, era fortemente raccomandato dire: è ovvio perché è stato ucciso: è stato ammazzato soltanto perché era il più grande eroe della guerra alla mafia e così oggi la mafia l’ha ucciso.

Da un punto di vista investigativo e anche giornalistico, questo delitto non ha alcun senso. Eppure, allora come oggi neppure uno cercava il movente. È un atto di fede: Giovanni Falcone non può che essere stato ucciso per la sua storica attività antimafia, specialmente come autore del maxiprocesso. Questo non è contro i fatti, la storia e la logica, perché Cosa Nostra usa l’omicidio, specialmente se “eccellente” se e soltanto se deve evitare un pericolo gravissimo immediato. Un omicidio per la mafia è sempre un grave danno e azzardo perché comporta il blocco delle attività, arresti, inchieste e distruzione del business. Ma neppure uno sembrava andare alla ricerca di un movente proporzionato al delitto.