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In Russia si beve sempre meno

Negli ultimi anni sono state introdotte misure molto repressive per limitare il grande consumo di alcolici, e i benefici si iniziano a vedere

La Russia è conosciuta per essere uno dei paesi con il maggior consumo di alcol al mondo, in particolare di vodka, e questa abitudine è tra le principali cause della bassa aspettativa di vita dei cittadini russi. Negli ultimi anni però le cose sono iniziate a cambiare e il consumo di alcol tra i cittadini russi è drasticamente diminuito, anche grazie a politiche molto repressive introdotte dal governo.

Secondo un attuale rapporto pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), il consumo pro capite annuo di alcol in Russia è diminuito del 43 per cento tra il 2003 e il 2016, arrivando a 11,7 litri di alcol puro consumati all’anno da ogni persona con più di 15 anni. In questi anni, inoltre, il tasso di mortalità è diminuito del 39 per cento tra gli uomini e del 36 per cento tra le donne, e l’aspettativa di vita ha raggiunto il suo massimo storico nel 2018, raggiungendo i 68 anni per gli uomini e i 78 anni per le donne.

Ulteriori misure vennero prese a partire dal 2011, quando venne alzato il prezzo minimo per ogni grado di alcol per litro per le bevande con più del 28 per cento di alcol (quindi soprattutto i superalcolici come la vodka). Il prezzo venne aumentato gradualmente ogni anno, tranne nel 2015 quando venne temporaneamente abbassato. Nel 2012, inoltre, venne approvata una legge federale che impose il divieto di vendita di bevande alcoliche tra le 23 e le 8. Venne anche introdotto il divieto di consumo di bevande alcoliche in alcuni luoghi pubblici (come stadi e mezzi di trasporto): il divieto negli anni successivi venne ampliato e oggi in Russia è proibito consumare alcol in tutti i luoghi pubblici, a esclusione di bar e ristoranti. Il divieto riguarda non solo la vodka ma anche la birra e il vino.

L’OMS scrive che queste politiche restrittive hanno avuto evidenti effetti benefici sulla vita dei cittadini russi. Il tasso di mortalità per malattie cardiovascolari è diminuito del 48 per cento tra gli uomini e del 51 per cento tra le donne. Tra il 2003 e il 2017 le morti a causa di avvelenamento da alcol sono diminuite del 73 per cento tra gli uomini e del 78 per cento tra le donne. Anche le morti per cause esterne, ma collegabili al consumo di alcol, sono diminuite: tra il 2003 e il 2017 i suicidi sono diminuiti del 62 per cento tra gli uomini e del 61 per cento tra le donne, gli omicidi sono diminuiti del 79 per cento tra gli uomini e del 78 per cento tra le donne, e le morti da incidenti stradali sono diminuite del 55 per cento per entrambi i sessi.