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Potrebbe essere una brutta giornata per Putin

Oggi ci sono le elezioni locali a Mosca e il partito del presidente è così in crisi di consensi che i suoi candidati si sono presentati come indipendenti

Domenica a Mosca si tengono le elezioni comunali che eleggeranno i 45 membri del Parlamento cittadino. Sono elezioni molto importanti, e non solo perché Mosca è la capitale della Russia nonché la città dove da tempo sono più visibili le opposizioni al presidente Vladimir Putin, come hanno dimostrato le proteste (e gli arresti) delle ultime settimane; ma anche perché per la prima volta dal 2001 sulle schede elettorali non ci saranno candidati legati direttamente a Russia Unita, il partito di Putin che da quasi vent’anni governa il paese in maniera autoritaria.

La mancanza del simbolo di Russia Unita è molto rilevante perché è legata alla profonda crisi che sta attraversando da qualche tempo il partito del presidente, ha scritto il giornalista Maarc Bennetts su Politico. Un sondaggio pubblicato ad aprile da Vtsiom, istituto di sondaggi statale russo, ha mostrato che solo il 22 per cento degli elettori moscoviti appoggerebbe un candidato di Russia Unita alle elezioni di domenica, mentre il 37 per cento voterebbe per un indipendente. Un altro sondaggio, pubblicato a luglio della Fondazione Politica di San Pietroburgo, un centro studi indipendente, ha rilevato che a Mosca i sostenitori di Russia Unita sono solo l’11 per cento del totale degli elettori.

Questo non significa però che Russia Unita abbia rinunciato del tutto ai propri candidati per le elezioni di domenica.

Gli esponenti di Russia Unita si sono presentati infatti come “indipendenti”, ricevendo dal partito sostegno ed enormi finanziamenti: Politico ha scritto che la Commissione elettorale di Mosca ha registrato che gli oltre 30 candidati legati a Russia Unita hanno ricevuto circa 800 milioni di rubli (quasi 11 milioni di euro) di fondi. Il leader del partito di Putin a Mosca, Andrei Metelsky, ha negato che candidarsi come indipendenti sia un tentativo di ingannare gli elettori, e ha parlato invece di una dimostrazione di «coraggio politico». Lo stesso Metelsky, comunque, potrebbe essere estromesso dalle liste elettorali a causa di alcune accuse di corruzione rivelate per la prima volta dal principale oppositore di Putin, Alexei Navalny.

Per i candidati di Russia Unita presentarsi come “indipendenti” non è una novità: lo aveva fatto in passato anche Putin, che durante l’ultima campagna elettorale per le elezioni presidenziali aveva deciso di non legarsi direttamente al suo partito, rispetto al quale è molto più popolare.

Oltre alle difficoltà riscontrate a Mosca, Russia Unita è in crisi di consensi in tutto il paese. Lo scorso anno i candidati legati al partito di Putin hanno perso quattro elezioni per i governatori locali e altre sconfitte potrebbero giungere domenica, giorno in cui si vota anche per eleggere i capi di sedici regioni russe e i membri di 13 Parlamenti regionali. I motivi della crisi sono legati per lo più alle crescenti difficoltà economiche della Russia, ai numerosi casi di corruzione che continuano a implicare esponenti di Russia Unita e soprattutto a una contestata riforma approvata dal governo lo scorso giugno che ha previsto l’innalzamento dell’età pensionabile.

Una perdita di consensi di Russia Unita non significa però necessariamente un rafforzamento delle opposizioni.

Le quattro elezioni per i governatori regionali perse dal partito di Putin lo scorso anno sono state vinte dal Partito Comunista e dal Partito Liberal-democratico, due forze politiche che vengono chiamate “sistemiche”, che hanno cioè una rappresentanza parlamentare e che sono opposizioni per modo di dire: molto spesso, soprattutto sulle questioni più importanti, votano in linea con il partito di Putin. La distinzione tra opposizioni vere, come quella di Navalny, e opposizioni per modo di dire, come i comunisti e i liberal-democratici, è importante per capire il motivo per cui in passato Putin ha fatto alcune aperture ai suoi avversari, cercando di dirottare i voti degli scontenti verso partiti tutto sommato compiacenti.

In questi giorni la stessa distinzione è stata al centro di un dibattimento tra leader dell’opposizione. Navalny ha cercato di promuovere il cosiddetto “smart vote” (“voto intelligente”): vorrebbe cioè convincere tutti gli oppositori di Russia Unita a votare un unico candidato, anche se appartenente alle opposizioni sistemiche, di modo da mandare un segnale forte al partito di Putin e da poter sfruttare una sua eventuale sconfitta come argomento elettorale futuro. Altri dissidenti, come per modello l’imprenditore Mikhail Khodorkovsky, si sono invece detti contrari alla strategia di Navalny e hanno sostenuto che l’unico modo per battere Putin è quello di votare solo le opposizioni vere.

Le elezioni locali a Mosca si tengono in una condizione di grande tensione tra governo e opposizioni, soprattutto a causa delle recenti manifestazioni organizzate nella capitale per protestare contro l’esclusione dalle liste elettorali di tutti i rivali veri di Putin, tra cui Ilya Yashin, che i sondaggi davano avanti di 28 punti percentuali rispetto al suo avversario più vicino. Come ha scritto Politico, il Parlamento di Mosca non ha grandi poteri: le preoccupazioni del governo sono più che altro legate al fatto che un brutto risultato alle elezioni di domenica potrebbe dare forza agli oppositori, tra cui Navalny, in vista delle elezioni parlamentari russe fissate per il 2021.