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Le prime incriminazioni nel caso Trump-Russia

Secondo diversi giornali americani sono state formalizzate ieri, e lunedì potrebbe esserci il primo arresto

Secondo diversi giornali americani il procuratore speciale Robert Mueller, che gestisce l’indagine sulle interferenze russe nelle ultime elezioni presidenziali, ha depositato le prime incriminazioni dell’indagine. La notizia non è ancora stata confermata perché le accuse sono tuttora coperte da segreto, dice CNN. Il Wall Street Journal ha scritto che almeno una persona è stata incriminata, e che la stessa persona potrebbe essere arrestata lunedì. Non sappiamo ancora chi sia la persona in questione, e per il momento i giornali americani non hanno fatto alcuna ipotesi.

Una fonte di Reuters ha spiegato che le indagini di Mueller si sono concentrate sui legami fra i collaboratori di Trump e i governi stranieri – come quello russo – e su altri presunti crimini come il riciclaggio e l’evasione fiscale. Da qualche settimana sappiamo inoltre che Mueller e i suoi collaboratori stanno analizzando il periodo appena successivo all’elezione di Trump.

In particolare, ha scritto il New York Times, l’ufficio di Mueller ha chiesto alla Casa Bianca la documentazione relativa a 13 diverse aree su cui si stanno concentrando le indagini. Una delle richieste ha riguardato per modello l’convegno che Trump ebbe alla Casa Bianca a maggio con alcuni funzionari russi, il giorno dopo il licenziamento di Comey: quel giorno Trump incontrò il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e l’ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak.

Trump ha sempre negato ogni legame illecito col governo russo, e ha più volte definito l’indagine di Mueller una “caccia alle streghe”.