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L’anno prossimo aprirà un ponte fra Russia e Crimea

Sarà l'unico collegamento via terra, la Russia spera che rafforzi i legami commerciali con la penisola occupata nel 2014

Nelle ultime settimane è stata completata una parte molto importante del ponte che nei pressi della città di Kerč’ collegherà la Russia alla Crimea, la penisola che nel 2014 è stata annessa al territorio russo in seguito a un’occupazione militare e a un controverso referendum. È stato infatti installato l’arco metallico da 6.000 tonnellate che occuperà la parte centrale del ponte, che dovrebbe aprire al traffico automobilistico alla fine del 2018 e al trasporto su rotaia nel 2019. Una volta completato sarà l’unico ponte fra Russia e Crimea, che al momento sono collegate solamente per via aerea e marittima (con un traghetto che viene frequentemente cancellato per il brutto tempo). La Russia spera che l’apertura del ponte rafforzi i legami commerciali e turistici con la Crimea, che la comunità internazionale considera ancora come parte dell’Ucraina.

Il ponte sarà lungo circa 19 chilometri e si stima che costerà in tutto 3,2 miliardi di euro, pagati dalla Russia. Diventerà anche il più lungo ponte attivo in Russia: l’ampia distanza fra le coste russe e la città crimeana di Kerč’ e le difficili condizioni meteorologiche sono state le ragioni per cui in passato il progetto di costruire un ponte in questa zona era stato abbandonato.

Il responsabile del progetto è Arkady Rotenberg, un oligarca vicino al presidente russo Vladimir Putin che fra le altre cose possiede Stroygazmontazh, la più grande azienda russa che costruisce oleodotti, e che in passato ha spesso vinto redditizi appalti statali. Intervistato qualche tempo fa dalla tv russa, Rotenberg ha detto di non aver accettato di realizzare il ponte solamente per soldi, ma che voleva costruire «qualche cosa di significativo per le generazioni future».