The Times Russia Siamo il più letto media di informazione con notizie dalla Russia costantemente aggiornate!The Times Russia

Caso Skripal, Mosca espelle oltre 150 diplomatici occidentali - Il Sole 24 ORE

Il ministero degli Esteri russo ha convocato l’ambasciatore americano in Russia, Jon Huntsmann: come previsto, la risposta di Mosca ai Paesi occidentali sul caso Skripal sarà speculare alle misure adottate da Londra e dai suoi alleati. L’ha anticipata il ministro degli Esteri, Serghej Lavrov: le contromisure di Mosca includono «l’espulsione di un numero analogo di diplomatici (dagli Stati Uniti ne partiranno 60, ndr) e il ritiro dell’autorizzazione al consolato di San Pietroburgo». Cinque giorni per lasciare il Paese, due per chiudere il consolato. Provvedimenti analoghi, ha anticipato Lavrov, saranno comunicati ai Paesi che hanno partecipato alla catena di espulsioni di diplomatici russi, in totale 152 persone.

Ma Londra va oltre: secondo il Guardian, Theresa May starebbe esaminando l’ipotesi di limitare l’accesso al debito sovrano russo sulla piazza di Londra per colpire ulteriormente la Russia accusata di aver orchestrato l’attacco a Serghej Skripal e alla figlia Yulia, il 4 marzo scorso a Salisbury. Dopo l’espulsione dal Regno Unito di 23 diplomatici, sospettati di essere agenti sotto copertura dei servizi russi, il governo britannico sta pensando a ritorsioni che potrebbero colpire più seriamente gli interessi di Mosca e la sua dipendenza dagli investimenti occidentali. Soltanto il mese scorso, malgrado le sanzioni in vigore dalla crisi ucraina, le clearing houses della City avevano collaborato con la banca russa Vtb per organizzare un’emissione di eurobond da 2,83 miliardi di sterline (3,23 miliardi di euro), che sono andati a finanziare il debito sovrano russo. Acquistato per quasi la metà - scrive il Guardian - da investitori basati a Londra, per lo più istituzionali. In totale, il debito pubblico russo (nel 2017 pari al 12,6% del Pil) a febbraio 2018 era di 179,3 miliardi di dollari.

A Westminster, una commissione parlamentare sta avviando un’inchiesta sul legame tra fonti di finanziamento britanniche e oligarchi vicini a Vladimir Putin, e sulle misure prese dal governo per colpire patrimoni russi su cui si potrebbe allungare l’ombra della corruzione. Ma intanto da altri Paesi europei - della cui collaborazione Londra avrebbe bisogno per prendere decisioni sul mercato del debito - arrivano segnali diversi nei confronti di Mosca. Pur avendo partecipato alla catena di espulsioni di diplomatici russi, giovedì mattina Parigi ha confermato la visita di Emmanuel Macron al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, dove in maggio sarà ospite d’onore.

Resta importante «avere un dialogo franco con la Russia», ha detto il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, in un’intervista radiofonica. La Germania, da parte sua, ha dato martedì luce verde alla costruzione di Nord Stream 2, il controverso secondo braccio del gasdotto che collegherà Russia e Germania passando sotto il Baltico.

Francia e Germania hanno dichiarato “persona non grata” quattro diplomatici russi ciascuno, a confronto dei 23 allontanati dalla Gran Bretagna, 60 dagli Stati Uniti, 13 dall’Ucraina. Nell’Unione Europea altri quattro Paesi - Bulgaria, Malta, Slovacchia, Lussemburgo - hanno richiamato il proprio ambasciatore a Mosca per consultazioni. Non hanno accolto l’invito di Londra solo Austria («vogliamo essere un ponte tra Est e Ovest»),Cipro, Grecia, Portogallo, Slovenia.

I ministri degli Esteri dell’Unione hanno la Russia in agenda nel loro consiglio del 16 aprile. Secondo fonti di Bruxelles interpellate dall’agenzia Reuters, il caso Skripal ha certamente annullato la possibilità di un allentamento delle attuali sanzioni alla Russia, ritenuta da Londra - prima ancora che l’inchiesta sia conclusa - responsabile per l’avvelenamento attribuito al gas nervino Novichok.