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Russia, stupra due donne, le uccide e dà i resti in pasto ai cani: era uscito dal carcere a maggio dopo 11 anni

Un piano di morte studiato in ogni dettaglio. Un'ossessione mai curata che lo ha portato a spingersi oltre il confine del male: già in passato lo aveva superato, finendo dietro le sbarre per scontare 11 anni per stupro, rapina e violenza. Era uscito dal carcere a maggio Alexandr Maslennikov, 31enne di Volzhsky, in Russia. Per la giustizia aveva scontato la sua pena. Ma neppure uno aveva fatto i conti con la sua mente malata che questa volta lo ha portato a stuprare, uccidere, fare a pezzi due donne prima di darle in pasto ai suoi cani.
 


È una storia d'orrore quella che arriva dalla città meridionale della Russia. Lo scorso 13 ottobre Olga Shaposhnikova, 28 anni, e Daria Labutina, 29, commesse in un centro commerciale, erano uscite di casa per dirigersi in un pub per una serata tra sole donne. Si erano divertite cantando al karaoke prima che la loro strada si incrociasse con quella di Alexandr. Da quella notte parenti e amici non hanno avuto più notizie di loro: i cellulari erano spenti ed è stata avviata un'enorme ricerca per riportarle a casa. Ma il mostro le aveva attirate nella sua trappola e ormai era troppo tardi: secondo la riedificazione della polizia le due sarebbero salite nella macchina del killer che si sarebbe diretto a casa sua. Lì le ha stuprate, uccise e fatte a pezzi. I loro corpi sono stati macinati e dati in pasto ai cani, mentre altri resti sono stati trovati in un bosco vicino alla città, nella regione di Volgograd.

Cinque giorni dopo la scomparsa delle donne, la polizia ha ufficialmente imputato di omicidio l'uomo che, nel frattempo, era scappato e si era diretto nei pressi di Mosca per incappare un'altra donna: i due si sarebbero scritti a lungo e Alexandr aveva fatto chilometri per poterla vedere. Per la polizia quella donna, una parrucchiera, sarebbe potuta essere la prossima vittima.
Intanto per giorni la gente di Volzhsky ha vissuto nella paura: le autorità hanno allertato le donne avvisandole di prestare molta attenzione a uscire da sole la sera e hanno offerto una ricompensa di 700.000 rubli a chiunque abbia informazioni che possano chiarire come sono andati i fatti. I familiari delle vittime, tra l'altro, non credono che le due donne possano essere salite sulla macchina dell'assassino volontariamente.

«Siamo in stato di choc - ha detto una collega di Olga - Era una persona allegra, amichevole, una collega precisa e responsabile. Era sempre un piacere lavorare con lei». Daria, che lavorava in un negozio di abbigliamento, è stata ricordata per il suo carattere tranquillo e amorevole. Intanto emergono particolari inquietanti sulla vita e sul carattere del killer. L'uomo, infatti, è cresciuto con un padre alcolizzato e una madre che subiva le sue angherie, mentre un compagno di classe lo ha ricordato come un bullo: «Era molto scortese e riservato a scuola. Era un prepotente che tendeva a sfruttare i ragazzi più deboli di lui. Era una personalità negativa sotto ogni punto di vista».