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Russia, inaugurata statua di Kalashnikov: progettò il fucile con cui sono state uccise più persone nella storia

È l'inventore del fucile-mitragliatore Kalashnikov, il più famoso del mondo. Raffigurato in tanti film, leggenda vuole che non si inceppi mai. Uno strumento di morte, il più fatale della storia, anche se è impossibile calcolare quante persone siano state uccise con gli oltre 85 milioni di "pezzi" costruiti dal 1949 in poi. Un'arma usata non solo dagli eserciti, a cominciare da quelli del blocco dell'allora mondo sovietico, ma anche anche da guerriglieri, terroristi e criminali comuni. Un'arma entrata ormai nell'immaginario collettivo, che rappresenta qualche cosa di più della funzione che svolge.
Almeno in Russia, dove Mikhail Kalashnikov è considerato un eroe. Al punto che ora nel centro di Mosca è stata inaugurata una statua a lui dedicata. 


(Foto: Ansa)

Il monumento è alto sette metri e mezzo, e raffigura l'uomo mentre tiene in mano proprio un AK-47, nome in codice del fucile d'assalto prodotto in 85 milioni di esemplari a partire dal 1949. Alla cerimonia di inaugurazione ha partecipato la figlia di Kalashnikov, Elena, accompagnata dal ministro della cultura russo Vladimir Medinski, che ha definito il militare «un marchio culturale» della Russia. Un picchetto di militari in alta uniforme ha deposto tre corone di fiori ai piedi della statua, realizzata da Salavat Ahcherbakov e costata oltre mezzo milione di dollari.

La soluzione di costruire e inaugurare un monumento a Kalashnikov - morto a 94 anni nel dicembre 2013 - ha scatenato qualche polemica, seppur isolata e tenuta a distanza. Durante l'inaugurazione un uomo è stato fermato, per poi essere rilasciato dalle autorità. Aveva portato con sé un cartello, con su scritto: «Costruttore di armi = costruttore di morte».