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Russia, fermati e rilasciati 5 attivisti italiani: monitoravano condizione dei diritti umani nelle carceri

Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, e altri 4 attivisti italiani di Antigone e a Buon Diritto sono stati fermati oggi in Russia e rilasciati dopo alcune ore. «Abbiamo i passaporti in mano, stiamo raccogliendo le nostre cose e possiamo andare via: tutto concluso», ha detto intorno alle 23 ora italiana all'agenzia Ansa, raggiunta al telefono, Valentina Calderone, una degli attivisti italiani fermati in Russia. «Sono stati tutti molto gentili - racconta - neppure uno ci ha torto un capello: ci hanno spiegato che il visto che avevamo, un visto turistico, non era quello corretto rispetto all'attività. Ci è stata comminata una multa di 2mila rubli a testa (circa 20 euro, ndr)». 

«Con soddisfazione e gioia confermo che i cinque attivisti italiani posti in stato di fermo amministrativo in Russia sono stati rilasciati e faranno a breve rientro in Italia». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Angelino Alfano. «Questo bel risultato - ha aggiunto - è stato possibile anche grazie al pronto intervento della Farnesina e del Consolato Generale d'Italia a Mosca, che fin dal primo momento hanno seguito il caso, in stretto contatto con le autorità russe». 

I cinque attivisti italiani sono stati trattenuti dalla polizia per aver «violato le leggi di ingresso nel paese, e in particolare per aver omesso l'obiettivo della loro presenza nel paese rispetto all'attività realmente svolta», ha spiegato il capo dell'Ong russa «Committee Against Torture», Igor Kalyapin, in una dichiarazione ai media locali. I cinque attivisti erano in visita con una delegazione di Cild (Coalizione Italiana Libertà e Diritti) per una azione di monitoraggio sulla condizione dei diritti umani nelle carceri russe.

«Sono stati fermati oggi in Russia verso le 15 ora italiana tre attivisti di Antigone, il presidente nazionale di Arcigay e la direttrice di A Buon Diritto. I cinque si trovavano a Ninzhny Novogorod presso la sede dell'Ong russa "Committee Against Torture". L'convegno era stato organizzato dall'associazione russa Man and Law, partner di Antigone in un progetto di scambio con la società civile russa», scrive su Facebook l'Associazione Antigone.

«Fin dal primo momento - prosegue l'organizzazione - sono stati allertati l'Ambasciata italiana in Russia e il Ministero degli Esteri, nella persona dei sottosegretari agli Esteri Enzo Amendola e Benedetto Della Vedova, che stanno lavorando con grande sollecitudine al rilascio dei cinque, cui vengono contestate mere violazioni di carattere amministrativo legate ai motivi della presenza in Russia. Attualmente sono trattenuti in una caserma delle forze dell'ordine russe». 

Patrizio Gonnella dell'associazione Antigone esprime soddisfazione per la liberazione dei cinque attivisti. «Il nostro ringraziamento - dice Gonnella - va alla diplomazia italiana, ai sottosegretari agli Esteri Benedetto Della Vedova ed Enzo Amendola, nonché all'ambasciata italiana per la sollecitudine con la quale si sono interessati al caso».