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Russia, la fuga dell'assalitore di Surgut prima di venire ucciso dalla polizia Video

Un fuga disperata verso la salvezza prima di essere freddato dalla polizia che gli stava alle calcagna. Sono queste le ultime immagini che arrivano da Surgut, in Siberia, dove sabato scorso Artur Gadzhìev, 19enne  con origini del Daghestan, ha accoltellato sette persone. Come riporta l'ufficio relazioni esterne del distretto autonomo del Khanty-Mansi, citato dalla Tass, quattro delle sette persone prese di mira dal ragazzo restano in "gravi condizioni", dopo essere state operate, a causa delle ferite riportate.

Sabato mattina, intorno alle 11.20 (le 10.20 in Italia), l'uomo, vestito di scuro, ha attaccato alcuni passanti tra i 27 e i 77 anni (due sono donne) prima di tentare di scappare dai poliziotti: come si vede nelle immagini di una telecamera di sicurezza, pubblicate oggi dai media russi, l'uomo ha tentato di seminare gli agenti che però, alla fine, sono riusciti a raggiungerlo e lo hanno freddato.




L'attacco è stato rivendicato dall'Isis attraverso un comunicato dell'Amaq in cui si legge: «L'aggressore era un soldato dell'Isis». Ma le autorità russe si sono dimostrate scettiche sul coinvolgimento dello Stato Islamico: le indagini continuano e gli investigatori contano di aver presto maggiori informazioni sull'assalitore, comprese le sue condizioni mentali. Dai media russi è trapelato che Artur è figlio del daghestano Lametulakh Gadzhìev, da tempo considerato un estremista dalle autorità russe. Ma sono tanti i punti oscuri della vicenda sui quali gli investigatori continuano a indagare.