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Finest conquista la Russia

Bilancio positivo per la Spa controllata da Friulia, che ha raddoppiato gli investimenti a Mosca. Utile da 660mila euro

E’ stato approvato oggi dall’Assemblea dei Soci di Finest S.p.A. il Bilancio d’esercizio 2017-2018. Segno più su tutte le principali voci rendicontate, a partire dall’utile netto, pari a oltre 660 mila euro.

Ammontano a 16 milioni di euro gli investimenti effettuati dalla Società nell’esercizio a favore di 15 nuovi progetti internazionali promossi da imprese del triveneto. Il portafoglio netto in gestione al 30/06/18 ammonta a 83 milioni di euro, impegnati prevalentemente su progetti localizzati nell’Europa Centro Orientale e Balcanica, ma anche per quote crescenti su Russia e Paesi MED, tra cui Spagna, Turchia ed Egitto.

“Il Bilancio appena approvato è perfettamente in linea con gli obbiettivi che ci eravamo dati – dichiara il Presidente di Finest Mauro del Savio -; abbiamo mantenuto livelli di investimento significativi ed efficaci per lo sviluppo delle nostre imprese, partecipando ai loro progetti di internazionalizzazione in qualità di soci, finanziatori e advisor tecnici. Oggi possiamo vantare un portafoglio di investimenti solido e senza sostanziali svalutazioni, che ci ha consentito di generare un utile d’esercizio positivo, seppur contenuto, coerente con la nostra missione di servizio di pubblica utilità per il territorio” continua del Savio.

Tra i settori di investimento di maggior traino nell’esercizio si contendono il podio plastica e agroalimentare (27%), seguite dal calzaturiero (17%), legno/mobile (14%) e tessile (5%). Per ciò che riguarda i Paesi di investimento, l’Europa centro-orientale e balcanica conserva saldamente il primato come area di maggiore interesse, attirando quasi l’80% del totale investito: la Polonia in particolare è il primo Paese di investimento dell’anno, seguita dalla Serbia. In terza posizione la Russia, salita al 14% del totale investito e in assoluto il mercato che ha riscontrato maggiore interesse nelle imprese. Interessanti anche le performance verso i Paesi Med, in particolare Turchia ed Egitto.

“La complessità dei progetti e i processi messi in atto denotano una grande maturazione del nostro tessuto produttivo negli ultimi anni – sottolinea del Savio -; la maggior parte dei progetti hanno riguardato complesse operazioni di Merger&Aquisition internazionali (42%), anche con Offerte Pubbliche di Acquisto per Società quotate in borsa. Dal punto di vista del processo la maggior parte delle aziende ha scelto il “Make where you sell” (56%), ovvero la produzione in loco destinata al mercato di sbocco; il 44% si classifica come sviluppo della “Catena del valore”, che porta alla costituzione di vere e proprie multinazionali mentre è interessante rilevare che non ci sono state operazioni di tipo “follower”, che spesso si configurano più come necessità che scelta strategica, per seguire un cliente/fornitore sui suoi mercati di riferimento”.

“Il nostro territorio sembra quindi finalmente uscito dalla lunga crisi economica. Chi ha resistito ora ha le carte in regola per competere a livello internazionale, anche in quelle aree geografiche più promettenti ma ancora poco battute dalle imprese nordestine. Ci auguriamo di poterle seguire e sostenere nelle loro sfide in modo più completo e flessibile in futuro, anche grazie agli ormai necessari adeguamenti di natura legislativa che auspichiamo di ottenere” conclude del Savio.