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Storia di due missioni

Roma. Quando è scoppiata la crisi del Covid-19 in Italia un tema molto ricorrente è stato che i vicini europei non hanno aiutato il nostro paese nella sua ora più terribile mentre invece nazioni lontane ci hanno soccorso. Il governo di Mosca ha montato un’operazione di soccorso spettacolare chiamata “Dalla Russia con amore” che ha visto giungere diciassette aerei cargo carichi di aiuti e circa cento militari – con i loro veicoli – che hanno disinfettato edifici e strade. Come talvolta accade, quello che ci sembrava non era quello che succedeva in realtà. Il governo russo ha fatto in Italia una gigantesca operazione di marketing politico per conquistare consenso nell’opinione pubblica, ma lo scopo del marketing è più la visibilità che la sostanza. Secondo l’agenzia Ansa i russi hanno portato in Italia novanta respiratori, che sono le macchine usate nei reparti di terapia intensiva per salvare la vita ai pazienti (per il Corriere invece sono centocinquanta). Nello stesso periodo il governo di Berlino mandava in Italia almeno cento respiratori e materiale medico di protezione – incluse ottocentomila mascherine. Inoltre i tedeschi hanno messo a disposizione centosette letti nei reparti di terapia intensiva dei loro ospedali – hanno fatto la stessa cosa anche per pazienti francesi e spagnoli, ma la quota riservata agli italiani era più alta perché il nostro paese era in una condizione più critica. Avere un posto in terapia intensiva vuol dire anche avere a disposizione medici e infermieri e non è scontato considerato che a un certo punto della crisi in Italia si temeva che i posti potessero finire. E poiché i letti sono gestiti dalle regioni, per un lombardo era più facile farsi curare in Germania che nel Veneto. Dei trasporti dei malati italiani intubati si sono occupati i militari tedeschi. Vale la pena notare che anche in Germania i posti letto nelle terapie intensive sono gestiti da ciascun Land quindi non si è trattata di un’operazione del governo federale, ma di iniziative di regioni come la Sassonia e la Baviera che volevano dare una mano. Ma gli aerei russi erano accolti all’aeroporto dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, collegato in diretta su Rai 1, mentre per gli aiuti tedeschi c’erano tweet di ringraziamento da parte dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Era un problema di percezione.