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Il reality show della chiesa ortodossa per aiutare i russi a ritrovare Dio

Mosca è alla ricerca di Dio, la televisione è alla ricerca di Dio, la Russia cerca Dio e soltanto il Cremlino è sicuro di averlo trovato. Per ricordare ai russi quanto la religione sia importante nelle loro vite, nei loro percorsi, nelle loro ricerche, il canale televisivo Spas si dedica alla produzione di contenuti religiosi e ha annunciato l’arrivo di un reality show per aiutare i fedeli, gli atei e chi la fede ce l’aveva ma l’ha persa, a ritrovare il proprio cammino sotto gli occhi di Dio e delle telecamere. Il programma si chiama Ostrov, “Isola”, ed è ambientato nel monastero di Nilov, a metà strada tra Mosca e San Pietroburgo, immerso nella preghiera e nella spiritualità. Il trailer, pubblicato all’inizio della settimana, spiega che il reality avrà innanzitutto l’obiettivo di mettere i concorrenti nelle condizioni di trovare le risposte alle domande che si sono sempre posti, ma anche di insegnare loro a vivere lontano dal mondo, tra i monaci, e più vicini allo spirito. Un mese a Nilov “per praticare l’obbedienza”. I concorrenti, anche se ancora non è chiaro quale sarà l’oggetto del concorrere e se ci sarà, trascorreranno il tempo a fabbricare candele, ammassare il pane, coltivare la terra, in silenzio e in preghiera, ripresi, come reality comanda, durante tutte le loro attività.

La Russia ha sempre cercato Dio, la letteratura russa è un continuo interrogarsi sui comandamenti. Ogni scrittore, fino alla sfinimento, ha tentato di capirli, scomporli, martoriarli. Personaggi sacri, personaggi peccaminosi, prostitute, monaci, santi, assassini, tutti con o senza Dio, ma comunque alla sua ricerca. Ogni romanzo è l’esaltazione o il tradimento di Dio e dei suoi comandamenti, i fratelli Karamazov, Anna Karenina, Oblomov, gallerie di volti, di peccati, di spazi di vite abitati da Dio. Durante il comunismo arrivò il partito che eliminò la religione, con Vladimir Putin è tornata e con lei è tornata la chiesa ortodossa che indica nel presidente russo un modello di devozione e religiosità. 

Il reality show “Isola” ha ottenuto l’approvazione della chiesa russa che è anche la proprietaria del canale Spas, creato nel 2005 per promuovere i valori cristiani e con il nuovo programma punta soprattutto a raggiungere i ragazzi. Alcuni dei personaggi religiosi più importanti nel paese, tra cui il patriarca Kirill, hanno spesso imputato la società russa più giovane di essere sensibile, troppo, ai valori occidentali e che questa corrosione dell’animo russo passava proprio attraverso la televisione. In Russia i canali, anche quelli statali, hanno mutuato gli stessi format della tv americana, giochi a premi, talk show e reality show, colore, musica e la soluzione della chiesa di proporre sulla propria rete un reality tutto suo ambientato in un monastero, un reality in cui non si vince e non si perde ma si lavora alla ricerca di Dio, scopre le tracce, scompiglia gli intrecci, della complicata rinascita della chiesa ortodossa russa dopo l’Unione sovietica. L’Unione sovietica cadeva e la chiesa rinasceva. Ora ha trovato in Putin la sua protezione e Putin in lei la sua affermazione e tutti e due stanno perdendo seguaci, soprattutto tra i più giovani. 

Per lanciare lo show, Spas, ha creato un trailer di cinquanta secondi, scorrono fiumi, la luce filtra attraverso le vetrate del monastero e tramonta, “qui sarete soltanto tu e Dio”, dice la voce del presentatore. “Il primo reality lontano dal mondo”, continua, mentre si susseguono immagini di tranquillità, di barbe lunghissime, toghe e pane appena sfornato. “Un’isola che può cambiare il tuo destino”. Forse non sarebbe potuto vivere nulla di più russo di “Isola”. In un reality, sotto gli occhi delle telecamere, tra le mura del monastero di Nilov, sul canale di proprietà della chiesa ortodossa, i russi, se vogliono, possono continuare a cercare Dio, o la sua intuizione.