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Le elezioni a prova di Russia

Roma. Le elezioni francesi 2017 sono state le prime a prova di Russia. La campagna del vincente, il centrista Emmanuel Macron, ha preso un’inedita posizione ideologica e rifiutato di accreditare due media di stato russi, Sputnik e Russia Today, che volevano coprire gli eventi assieme ad altri media locali e internazionali. Inoltre ha preso contromisure informatiche per complicare la vita ai non meglio specificati hacker, perché si aspettava – in questa nuova normalità – di subire attacchi, come infatti è successo venerdì scorso. Le analisi di due agenzie specializzate nella sicurezza informatica, la Flashpoint di New York e la Trend Micro di Tokyo, hanno collegato l’attacco a tre gruppi hacker russi.

Partiamo dal caso del mancato accredito. Anche l’avversaria Marine Le Pen ha rifiutato l’ingresso alla serata finale ai giornalisti di due siti, Buzzfeed e Politico, e ha addotto come motivo la mancanza di spazio – ma non ha convinto molti giornalisti francesi, come quelli del Monde e di Libération, che hanno boicottato la serata per protesta. Tuttavia il rifiuto da parte dello staff di Macron è un messaggio politico forte e più ampio: Sputnik e Russia Today sono emanazioni dirette e molto aggressive della politica estera russa e non vanno confusi con i media indipendenti. Non hanno perso occasione per scrivere, rilanciare o amplificare accuse vaghe contro Macron, come per modello che lui fosse il candidato (gay) della “lobby gay”. Fanno parte di un disegno più ampio per destabilizzare e indebolire le campagne politiche a favore dell’Europa unita e colpiscono anche, per modello, in Germania contro Angela Merkel.