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Dal bar ludoteca a 'Casa Russia', il Comune di Milano sostiene 15 start up in periferia

Milano, 28 dicembre 2017 - Su oltre mille start up innovative e hi tech nate nel capoluogo lombardo 157, cioè il 13%, sono sorte grazie a contributi o bandi erogati dal Comune di Milano. A renderlo noto l'assessore alle Attività produttive del Comune di Milano Cristina Tajani presentando una ricerca sui bandi realizzati. Si tratta di 157 imprese iscritte nel registro Unioncamere delle start up e imprese innovative. Il tasso di sopravvivenza di queste aziende a 5 anni è al 98%, mentre il dato nazionale è attorno al 60%. "Il 70 % dei neo imprenditori è under 35", sottolinea Tajani.

Dal 2012 al 2017 sono 996 le attività aiutate a nascere e a svilupparsi dal Comune di Milano: 491 nuove imprese, 157 start up innovative e 505 realtà già esistenti prima del 2012. Il contributo complessivo da parte della amministrazione comunale in 5 anni è stato di 15 milioni di euro grazie ai bandi. "Risorse - spiega il comune di Milano - che hanno generato 790 milioni di fatturato per le imprese interessate e che hanno permesso la creazione di 2413 posti di lavoro per i soggetti fondatori delle stesse imprese.

I progetti godranno di un finanziamento dell'amministrazione pari al 50% dell'investimento, fino a un massimo di 50 mila euro. Metà del finanziamento è a fondo perduto, metà a un tasso agevolato dello 0,5%. Con il finanziamento comunale possono essere coperte spese tra cui il rinnovo dei locali, il canone di locazione, l’acquisto di software gestionali, le spese sostenute per la comunicazione o per il pagamento delle utenze. I neo imprenditori, per la metà di investimento non finanziata dal Comune, possono accedere al Fondo di Garanzia ed essere facilitati nell'accesso al normale finanziamento bancario. Ed ecco le nuove imprese che godranno del finanziamento pubblico.

A Greco una startupper under 35 vuole realizzare un ristorante itinerante e all'aria aperta con una tavolata unica da 100 coperti. A Ronchetto sul Naviglio sempre una under 35 pensa a un centro benessere psico-fisico-emotivo-energetico. Al Vigentino invece Anastassia Lavrikova, giovane russa in Italia da 30 anni, ha pensato a una "Casa Russia" con un ristorante russo che possa essere usato come doposcuola, per apprendere il russo e la cucina della sua madrepatria. Anastassia ha presentato la sua idea oggi in Comune: lavora gia' in citta' con un food truck, ovviamente di cibi russi, e con un servizio di catering per i suoi connazionali a Milano. L'idea, ha spiegato "e' di proporre i piatti tipici russi ma lanciando prodotti lombardi da tanti poco conosciuti. Chi sa infatti che i migliori produttori modiali di caviale sono in Lombardia. Io per modello vorrei puntare su caviale lombardo con bollicine della Franciacorta".

Nell'elenco dei nuovi assegnatari dei fondi dominano le giovani startupper: al Gratosoglio per fondare una cooperativa agricola sociale, in via Pisa per un servizio di lavanderia a gettoni, in via Padova per un laboratorio di hobbistica o alla Barona per una web tv per le imprese lodigiane. Sempre alla Barona l'idea di un bar ludoteca a misura di genitori e bambini, attrezzato per l'aperitivo ma anche per i giochi e con incontri pedagogici con ostetriche e psicologhe. Due iniziative troveranno spazio a San Siro, in via Gabetti a lato a Mare culturale urbano: un negozio di gelati, dolci e piatti pronti bio, e un laboratorio di sartoria.

Non mancano i problemi, come ha raccontato uno dei nuovi startupper, Andrea Caccavari, che ha pensato a un "Pop-lab" attrezzato con stampanti e scanner 3D per unire design e artigianato: "Dopo un anno e mezzo dal bando - spiega - la riassegnazione dei fondi ci ha colto di sorpresa. Alcuni dei potenziali soci hanno trovato altri lavori e la location non e' piu' disponibile. Con il Comune dovremo tornare a lavorare al progetto per capire come modificarlo". Lo ha rassicurato Tajani: "Dico ai nostri imprenditori che siamo al loro fianco, il nostro intento e' di accompagnare la nascita delle loro imprese".