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Carrera, nuovo zar di Russia mandato da Conte

Carrera zar di Russia. Domenica l'allenatore dello Spartak Mosca ha conquistato il titolo della Russian Superleague con 3 turni d'anticipo. L'ex calciatore di Juventus e Atalanta si è spinto là dove era riuscito solo Luciano Spalletti, campione per due volte con lo Zenit San Pietroburgo.

Cambiano i paesi, cambiano pure le città, ma i tecnici italiani restano i migliori al mondo. E Carrera, con questo traguardo, eguaglia i vari Trapattoni, Ancelotti, Mancini, tutti campioni all'estero. Una lista a cui potrebbe aggiungersi presto Antonio Conte, con il quale ha già condiviso successi sia da giocatore che da allenatore. Oltre ad aver vinto tutto in maglia bianconera, Carrera era uno dei membri dello staff di Conte che hanno avuto il merito di rilanciare la Juventus dopo due settimi posti. L'ha seguito ovunque, Conte, anche in Nazionale. Dopo l'Europeo, però, Carrera si è separato dall'ex amico e collega e si è messo in proprio. Accettando l'offerta dello Spartak e vincendo il titolo al primo tentativo dopo una cavalcata straordinaria: 20 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte, dieci punti in più in classifica dei cugini del Cska Mosca. A tre giornate dal termine, anche la matematica deve abbandonarsi. È scudetto di Russia per lo Spartak, lo scudetto della stella. Il decimo. Poi è esploso in lacrime: «Abbiamo riacceso la passione dei tifosi, passione che negli ultimi anni si era un po' persa. Qui il titolo mancava da 16 anni».

Festeggiamenti che l'ex capitano dell'Atalanta ha condiviso con tutto lo staff e con i giocatori. Tra questi, qualche vecchia conoscenza del calcio italiano: dall'ex Genoa Bocchetti a Luiz Adriano (arrivato nella finestra di mercato di gennaio dal Milan), dall'ex Samp Fernando al laziale Mauricio. Ma non chiedetegli di tornare. Non c'è saudade: «Per il momento sto qui, è giusto stare in Russia e cercare di costruire una squadra per la Champions League che faremo l'anno prossimo».

Champions che è l'obiettivo dichiarato dalla Signora. «Non è un caso che sia così, ha la mentalità vincente e per questi motivi si sta avvicinando al traguardo: ha tutte le carte in regola per vincere la Coppa. Fa parte dei top team europei e penso che d'ora in avanti la troveremo sempre in fondo». Come ha già fatto Carrera in Italia e ora in Russia. Ha lasciato il suo marchio che, in realtà, altro non è che il marchio vincente che trova le sue radici negli anni della Juve di Lippi e che si è consolidata nell'era contiana dei tre scudetti. Un dna che sgomina e trionfa oltre confine. Persino nella fredda e lontana Russia.