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Russia, dal prossimo anno in servizio i sottomarini Super Akula

L'ammiragliato russo comunica che il sottomarino K-328 Leopard Progetto 971I classe Shchuka-B (designazione Nato Akula), portato allo standard 971M (Akula III), entrerà in servizio il prossimo anno. La Marina russa, per identificare lo standard dei sottomarini Progetto 971M, ha sfruttato la designazione Nato coniando il termine non ufficiale "Суперакулы", Super Akula. Le informazioni della Marina russa, andrebbero lette attentamente poiché smentiscono le precedenti valutazioni occidentali. Andiamo con ordine.

Lo scorso ottobre, la Royal Navy ha identificato nel Mar d’Irlanda due sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Akula, provenienti da Severmorsk, nei pressi di Murmansk. Per Londra, quei battelli erano armati con missili da crociera Kalibr. Secondo l’Occidente, l’obiettivo dei missili da crociera Kalibr 3M54 imbarcati dai sottomarini sarebbe stata Aleppo. Gli Akula avrebbero rappresentato la vera forza d'attacco, con flotta di superficie relegata a potenziale distrazione: non lanceranno mai alcun missile poiché durante la turnazione nel Mediterraneo, non avrebbero avuto tali capacità.

L’ammiragliato russo, infatti, precisa che il K-328 Leopard sarà il primo sottomarino classe Akula ad essere equipaggiato con missili da crociera Kalibr 3M54. Nel dicembre del 2015, il sottomarino classe Varshavyanka, il Rostov-on-Don, lanciò l'intera salva di missili da crociera Kalibr 3M54 imbarcata contro obiettivi nemici nei pressi della città siriana di Raqqa. Il Rostov-on-don è di fatto entrato nella storia della Marina russa per essere stato il primo sottomarino ad aver lanciato missili da crociera contro obiettivi nemici reali. Prima di allora, soltanto Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia possedevano tali capacità.

Secondo i contratti siglati, quattro sottomarini saranno portati allo standard Super Akula: il K-328 Leopard, K-461 Volk, K-391 Bratsk ed il K-295 Samara.

Secondo Izvestia, che cita fonti del cantiere Zvezdochka, il Progetto 971M è alla stregua dei sottomarini di quarta generazione classe Yasen. Oltre alla nuova propulsione, i Super Akula saranno armati con missili da crociera. Con un’autonomia di circa 2.000 km, il supersonico 3M-54 Kalibr può essere imbarcato sui sottomarini e sulle unità da battaglia di piccole dimensioni. Il missile è in grado di trasportare sia una testata convenzionale che nucleare

La classe Akula

La Marina russa gestisce una flotta di undici sottomarini d'attacco classe Akula: la maggior parte di essi sono in riparazione mentre solo tre unità risultano in servizio attivo con la Flotta del Nord ed uno con la Flotta del Pacifico.

A Severmorsk ne sono schierati sei: il K-154 Tigr, il K-335 Gepard ed il K-317 Pantera. Il K-461 Volk ed il K-328 Leopard risultano in riparazione, mentre i lavori sul K-157 Vepr dovrebbero essersi conclusi. Quattro Akula appartenenti alla Flotta del Pacifico, il K-322 Kashalot, il K-391 Bratsk, il K-331 Magadan ed il K-295 Samara sono in manutenzione o riparazione. Il K-419 Kuzbass dovrebbe essere in servizio attivo.

In grado di immergersi ad una profondità massima di 600 metri, i sottomarini Progetto 971 raggiungono una velocità di 35 nodi in immersione con pattugliamenti di cento giorni. Meno costosi dei Sierra e diretti successori della classe Victor, ospitano un equipaggio di cento unità. Secondo i russi, il Progetto 971 a doppio scafo in acciaio amagnetico è uno da sempre temuto dalla US Navy e dalla Nato.

I primi sette Akula sono stati costruiti tra il 1982 ed il 1990: il K-284 Akula, il K-263 Delfin, il K-322 Kashalot, il K-480 Bars, il K-391 Bratsk, il K-317 Pantera ed il K-331 Magadan

Tre gli Akula II (lunghi tre metri in più degli Akula I) realizzati: il K-295 Samara ed il K-157 Vepr. Il K-152 Nerpal è stato consegnato il 30 dicembre del 2011 all’India in locazione per dieci anni.

L’unico Akula III realizzato è il K-335 Gepard.

Gli Akula III

Il costo medio di un Akula è stato stimato in 1,55 miliardi di dollari (2,4 miliardi di dollari al cambio attuale). Rimangono ancora oggi il pilastro della flotta sottomarina d’attacco russa, in attesa della nuova classe Yasen. Progettato su quello che è ritenuto uno dei migliori scafi idrodinamici mai disegnati, è caratterizzato dalla sua elegante torre e dal bulbo posteriore a forma di lacrima che ospita il sonar a rimorchio per la captazione e per il tracciamento. La firma acustica molto bassa è stata ottenuta grazie a miglioramenti progettuali incrementali per ridurre al minimo la generazione e la trasmissione del rumore, come l’adozione di tecniche di cancellazione attive.

Originariamente lungo 110 metri (113,5 nelle versioni II/III), è equipaggiato con otto tubi lanciasiluri: quattro da 650mm (per dodici sistemi d'arma) e quattro da 533mm (per 28 sistemi d'arma).

La classe Akula I/II/III è dotata di dieci tubi lanciasiluri: sei da 533 mm e quattro da 650 mm.

Un singolo reattore nucleare con un nocciolo ad alta densità da 190 megawatt alimenta un propulsore a passo fisso a sette lame. Il sottomarino opera a profondità maggiori rispetto ai Los Angeles americani, potenzialmente con un più alto grado di furtività. Oltre alla capacità Kalibr, del nuovo standard 971M si sa ben poco. Si parla di un nuovo tipo di propulsione silenziosa, probabilmente sfruttando il know-how assimilato con i sottomarini di quarta generazione. Da rilevare che lo spettro acustico è sempre stato considerato il principale vantaggio della tecnologia sottomarina statunitense rispetto a quella russa.

L’ammiragliato russo ha intenzione di modernizzare l’intera flotta Akula operativa, mantenendola in servizio per altri quindici anni ad integrazione della classe Yasen.