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Russia, missili ipersonici sui sottomarini classe Husky

Il Malakhit Marine Engineering Bureau dell’United Shipbuilding Corporation ha diffuso sulla rete il primo disegno concettuale del sottomarino di quinta generazione classe Husky che dovrebbero entrare in servizio tra il 2033 ed il 2035. Alla JSC “SPMBM” Malakhit di SanPietroburgo si deve il disegno dei sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe November Progetto 627, classe Victor Progetto 671, classe Alfa Progetto 705, classe Akula Progetto 971 e classe Yasen Progetto 885M.

Russia: sottomarino di quinta generazione classe Husky

Sebbene le specifiche della classe Husky siano coperte da segreto militare, sappiamo che le unità affiancheranno i sottomarini d’attacco classe Yasen (otto unità), anche se saranno costruiti in un numero maggiore rispetto al Progetto 885M. La classe Husky era stata concepita inizialmente su tre versioni basate sul medesimo scafo: la differenza principale sarebbe stata determinata dal sistema d’arma principale imbarcato. Gli Husky-A in sostituzione della classe Akula, Sierra e Victor III. Gli Husky-B, variante SSGN, dovrebbero sostituire la classe Antey, progetto 949A. Proprio la variante SSGN potrebbe essere la prima al mondo equipaggiata con missili da crociera ipersonici 3M22 Zircon (velocità stimata di Mach 5-8 e capacità di colpire un bersaglio ad una distanza di 300-500 chilometri). Gli Husky-C infine. La variante SSBN sarebbe stata sostanzialmente più grande così da ospitare i missili balistici intercontinentali. Il destino della variante SSBN sembra essere segnato. E’ altamente improbabile che possano entrare in produzione.

Gli Husky SSN e SSGN

La classe Husky sarà molto più piccola con un dislocamento di seimila tonnellate nella configurazione A e potenzialmente meno costosa della classe Yasen. Appare evidente che trasporterà anche meno missili rispetto ai Progetto 885M da 13.800 tonnellate. Gli Husky potrebbero implementare un certo grado di automazione con alcuni dei sistemi già testati nel progetto 705 classe Lira. Mosca potrebbe essere riuscita ad ottimizzare la tecnologia del reattore a metallo liquido: la classe Lira utilizzava il piombo-bismuto per raffreddare i reattori. Se così fosse, i progettisti sarebbero riusciti ad ovviare alle criticità tipiche che palesa un tale sistema. Nello specifico, un reattore a metallo liquido genera più energia ed è molto più compatto rispetto a quelli ad acqua pressurizzata. Tuttavia, il metallo liquido impone una temperatura ottimale costante e strutture esterne di supporto per la rimozione degli ossidi. Gli Husky potrebbero introdurre il massiccio impiego di materiali compositi, già testati nella classe Yasen, nel tentativo di ridurre drasticamente le loro firme acustiche. Anche in questo caso, abbiamo soltanto indiscrezioni. Mosca continua ad investire enormi risorse per la sperimentazione di nuovi materiali compositi multistrato in grado di ridurre la firma acustica, isolare le vibrazioni o assorbirle. I russi sono convinti di riuscire ad utilizzare i nuovi materiali compositi per realizzare ogni parte degli Husky, scafi compresi. Gli Husky-A dovrebbero affiancare i sottomarini d’attacco a propulsione nucleare Super Akula, Yasen e quelli diesel elettrici Varshavyanka, sebbene questi ultimi non siano indicati per i pattugliamenti oceanici. Gli Husky-B, variante SSGN, dovrebbero affiancare gli Oscar-II portati allo standard 949AM.

I lavori sul primo sottomarino classe Husky dovrebbero iniziare nel 2023-2024 per concludersi entro il 2030. I fondi sono già stati previsti nel Piano Strategico di Riarmo Statale che si concluderà nel 2027. L’aggiornamento dell’hardware militare russo, secondo la stima di Mosca, dovrebbe raggiungere il 70% entro il 2020. Così come avvenuto per altri asset di nuova generazione in via di sviluppo, il principale nemico degli Husky è l’economia della Russia ed i relativi vincoli di bilancio (basti pensare ai costi raggiunti dai sottomarini classe Yasen).

Il disegno della Malakhit

A giudicare dal disegno, i lanciamissili del sottomarino classe Husky si trovano a prua (lanciatore universale da otto missili 3M-54 Kalibr) e nel compartimento centrale del sottomarino. In quest’ultima configurazione, prendendo a riferimento la classe Yasen, troviamo otto lanciatori verticali posti alle spalle della torre pari a quattro Zircon o cinque Kalibr per un totale di 40-48 missili da crociera. Nel disegno concettuale si nota un errore. Il lanciatore a prua infatti impedirebbe di immagazzinare siluri di riserva nel primo compartimento. A differenza della classe Akula, i tubi lanciasiluri della classe Husky saranno ubicati nella parte centrale dello scafo: è la medesima soluzione trovata per la classe Yasen per far posto al sonar sferico MGK-600 Irtysh-Amfora. Il Progetto 885M è armato con otto tubi lanciasiluri: 4 da 650 mm e 4 da 533 mm. La sezione di coda del disegno della Malakhit si ispira chiaramente ai sottomarini a propulsione nucleare classe Borei Progetto 955A. Insolito, infine, il disegno di quei timoni anteriori retrattili.