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La Russia lancia terzo missile balistico intercontinentale in 15 giorni

La Russia ha lanciato il suo terzo missile balistico intercontinentale in quindici giorni. A differenza dei primi due test, ad essere stato lanciato pochi minuti fa dal poligono di Kapustin Yar, nella regione meridionale di Astrakhan, è un sistema Topol RS-12M (SS- 27 Sickle-B). Così come avvenuto per i precedenti due test (entrambi RS-24 Yars), anche questa volta il Ministero della Difesa russo rileva che le testate sperimentali (MIRV? MARV?) hanno raggiunto il loro obiettivo nel poligono Sary-Shagan, in Kazakistan. Mosca non dirama dettagli sul numero di testate impiegate.

“I dati relativi al lancio del Topol saranno utilizzati per sviluppare avanzati sistema di penetrazione anti-missile”.

Il missile balistico intercontinentale a tre stadi Topol-M è stato testato con successo in diverse occasioni dal cosmodromo di Plesetsk, a nord ovest della Russia. Nel test del settembre dello scorso anno, il missile a guida di tipo inerziale autonomo, avrebbe dimostrato alta precisione e, complessivamente, buone prestazioni, colpendo il bersaglio designato sul poligono di tiro nella penisola di Kamchatka, in Russia. Il missile a propellente solido è immune allo Scudo Antimissile americano (ABM), grazie alle sue capacità di compiere brusche virate, rilasciare falsi bersagli oltre alla completa schermatura contro ogni tipo di attacco Emp o laser. L’unica possibilità di abbatterlo sarebbe nella fase di spinta (Boost Phase): compito che spetterebbe agli intercettori basati in Polonia. Con i suoi diecimila km di gittata, il Topol-M potrebbe colpire impunemente qualsiasi parte degli Stati Uniti. La sua Probabilità di Errore Circolare è stimata in 200 metri: trasporta una singola testata con una resa massima di 550 kilotoni, ma può essere facilmente riconvertito per il trasporto massimo di sei testate Mirv/Marv. A differenza della sua controparte statunitense, il Topol-M può essere lanciato sia da rampe mobili che da silos.

La stagione di fuoco della Russia

Il 12 settembre scorso, Mosca ha inaugurato la “stagione di fuoco” per le Forze Missilistiche Strategiche, lanciando un dal cosmodromo di Plesetsk un missile balistico intercontinentale RS-24 Yars. Un secondo lancio della variante mobile del medesimo sistema d’arma è avvenuto otto giorni dopo. In entrambi i test le testate sperimentali hanno raggiunto il loro obiettivo nel poligono di Kura, nella penisola di Kamchatka. L’RS-24 Yars è un missile balistico intercontinentale di quinta generazione. È una versione aggiornata del missile balistico Topol-M ed è stato testato ed ufficialmente presentato nel 2007, in risposta all’installazione dello scudo missilistico della Nato in Polonia. Rispetto al Topol-M, l'RS-24 Yars è equipaggiato con sei/dieci testate Mirv da 100/300 kilotoni. L’RS-24 è in grado di colpire bersagli ad una distanza massima di dodici mila chilometri con CEP di 150 metri. E’ uno degli ICBM più veloci del mondo, con un’accelerazione finale di oltre mach 20. Il 27 giugno scorso, la Marina russa ha lanciato con successo un missile Bulava dal Mare di Barents. Il riarmo della triade nucleare russa si concluderà entro il 2020, secondo quanto disposto dal Presidente russo Vladimir Putin, con l’entrata in servizio del missile balistico intercontinentale super pesante Sarmat.

Le forze missilistiche della Russia mantengono in servizio un certo numero di R-36MUTTKh/SS-18 Mod 4 e di R-36M2 Voevoda (SS-18 Mod 6). Il primo, per definizione implementa “caratteristiche tattiche e tecniche migliorate”, trasporta fino a dieci testate Mirv con un’autonomia di 11 000 km ed una Probabilità di errore circolare di 370 m. E’ stato prodotto in 278 esemplari. L’R-36M2 Voevoda/SS-18 Mod 6 è in servizio dal 1988. Può colpire ad undicimila km di distanza con una singola testata o dieci Mirv con Cep di 220 metri. Lo scorso febbraio, il comandante della Strategic Missile Forces (40 reggimenti missilistici), il generale Sergei Karakayev, ha confermato che il 99% dei 400 missili balistici intercontinentali basati a terra ed equipaggiati con testate nucleari di diversa potenza, sono mantenuti in stato di combat-ready. Nel 2016 le Forze Missilistiche Strategiche hanno effettuato sei lanci, quattro dei quali per validare i nuovi asset. Complessivamente, nel poligono di Kapustin Yar sono stati testati 160 sistemi d’arma, il doppio dello scorso anno. Il Ministero della Difesa russo ha già annunciato il ritiro di quasi tutti gli ormai obsoleti Icbm come gli SS-18 Satan, SS-19 Stiletto e SS-25 Sickle (Topol).

Cresce l’attesa per il lancio del missile Super-Pesante

E’ ormai questione di pochi giorni prima del lancio del missile termonucleare super-pesante RS-28 Sarmat. Il missile balistico intercontinentale Sarmat dovrebbe trasportare fino a quindici testate Mirv/Marv e sarà in servizio con sette reggimenti delle Forze Missilistiche Strategiche della Federazione Russa. Il primo stadio del motore del missile Sarmat è stato testato con successo: i problemi tecnici individuati in precedenza sono stati risolti. I test sono stati rinviati più volte, accumulando almeno sette mesi di ritardo. Le enormi dimensioni del missile hanno richiesto dei lavori di ristrutturazione dei silos che sono stati completati lo scorso anno presso il centro spaziale di Plesetsk, nel nord-ovest della Russia. I problemi riscontrati, ma non rivelati, riguardavano il prototipo. I russi continueranno a validare le caratteristiche in diverse prove reali così da evitare spiacevoli inconvenienti, come avvenuto per i missili UR-100: questi ultimi, messi già in servizio, si rivelarono incapaci di colpire obiettivi a lungo raggio per l’eccessiva vibrazione dello scafo che ne distruggeva la struttura. La leadership del Paese si dimenticò di testare il missile alla sua massima gittata, autorizzando la produzione seriale di un sistema non in grado di colpire il bersaglio a lungo raggio. Il missile super–pesante termonucleare da oltre cento tonnellate a propellente liquido, è in fase di sviluppo dal 2015 in risposta al sistema americano Prompt Global Strike. E' destinato a sostituire l'intera linea deterrente formata dal sistema SS-18 Satan, il più grande missile balistico a propellente solido intercontinentale del mondo mai realizzato ed entrato in servizio nel 1967. Il Sarmat ha un'autonomia stimata di oltre dodicimila km. È stato progettato per raggiungere Mach 20 e rilasciare dieci testate pesanti o quindici leggere a rientro multiplo indipendente su traiettorie circumpolari. Probabilmente, quando entrerà in servizio sarà dotato esclusivamente di testate Marv. Sia il Sarmat che il Satan sono più potenti dei Minuteman Usa che resteranno in servizio almeno fino al 2030 con una serie di aggiornamenti. Le divisioni equipaggiate con il Sarmat, che sostituirà dopo 28 anni il sistema R-36M2 Voyevoda, saranno in servizio deterrente nel Territorio di Krasnojarsk, in Siberia orientale e nella regione di Orenburg, negli Urali del sud. L’R-36M2 Voyevoda resterà in servizio fino al 2022.

La tecnologia Multiple reentry vehicle, Mrv, si basa sulla capacità di conferire ai missili balistici un maggiore letalità, pur mantenendone invariato il numero. Le testate Mrv conferiscono al missile la capacità di colpire con diversi vettori un singolo bersaglio. Il concetto si è poi moderno nelle testate Mirv o Multiple independently targetable reentry vehicle. Le testate Mirv, a differenza delle Mrv, colpiscono diversi bersagli invece di massimizzare la loro efficacia su un solo obiettivo. Le testate Marv o Maneuverable reentry vehicle, infine, rappresentano l’ultima evoluzione delle Mirv. Le Marv sono ritenute in grado modificare il proprio tragitto in volo con brusche manovre così da ingannare i sistemi anti-balistici. Mosca continua lo sviluppo delle testate Marv, anche se quasi tutti gli sforzi sono ormai concentrati negli asset ipersonici. Le piattaforme ipersoniche, che entreranno in servizio tra 10/15 anni, riscriveranno il modo stesso di concepire una difesa antimissile. Sistemi come il Sarmat, impongono un cambiamento nella postura nucleare deterrente