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Russia, hackerati smartphone di 4mila soldati Nato

Ottenere informazioni operative, valutare la forza delle truppe e intimidire i soldati. Questi gli obiettivi della Russia che, secondo quanto denunciato da truppe, ufficiali e funzionari, ha hackerato gli smartphone di diversi militari della Nato.

La Russia ha così aperto un nuovo fronte di battaglia con la Nato, una guerra cibernetica. I Paesi membri hanno dichiarato che la Russia ha condotto una campagna per compromettere, con tecniche sofisticate, gli smartphone dei militari. Il Ministero della Difesa russo invece non vuole commentare la notizia e i funzionari del governo negano che Mosca sia l’artefice degli attacchi hacker.

È stato il Wall Street Journal a riportare la notizia, raccontando l’attacco ai danni dei 4.000 soldati Nato dispiegati nell'Europa orientale, in prossimità del confine russo. Gli attacchi hacker vanno dalla violazione dell'account Facebook a una falsa richiesta "Trova il mio iPhone". Le password sono violate con facilità per sottrarre informazioni ed eliminare i dati dai telefoni vicini.

I precedenti

Non è la prima volta che i cellulari dei militari sono presi di mira. Lo scorso gennaio, alcuni incidenti sono accaduti sempre vicino al confine con la Russia, in Estonia. Numerosi soldati si erano lamentati di alcune funzionalità compromesse nei loro smartphone. Si è poi scoperto che la Russia aveva usato un'antenna telefonica portatile per ottenere l’accesso ai telefoni attivi nella zona. Pochi mesi più tardi, il telefono di un soldato estone aveva iniziato a suonare, mentre i contatti memorizzati sull'apparecchio hanno cominciato a sparire dalla rubrica. Altri incidenti simili si sono verificati anche in Polonia e in Lettonia. La Nato è subito corsa ai ripari. I soldati hanno rimosso le schede Sim dai propri smartphone e possono utilizzare Internet solo in determinati hot spot sicuri, senza geolocalizzarsi.