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Il drone Orca è la risposta Usa al siluro atomico della Russia

Nella Nuclear Post Review (NPR) 2018 pubblicata dalla Casa Bianca all'inizio del mese, in merito alla Russia si legge testualmente: “Oltre a modernizzare i sistemi nucleari sovietici, Mosca sta sviluppando e dispiegando nuove testate nucleari e lanciatori. Ogni ramo della triade nucleare russa sta ricevendo numerosi aggiornamenti. Il Cremlino sta inoltre sviluppando almeno due nuovi sistemi: un velivolo a planata ipersonica ed un nuovo siluro autonomo intercontinentale radioattivo a propulsione nucleare”.

Il tre febbraio scorso, il Dipartimento della Difesa Usa ha riconosciuto ufficialmente e per la prima volta l’esistenza dell’Ocean Multipurpose System Status-6 soprannominato Kanyon dal Pentagono, siluro a propulsione nucleare con testata al cobalto. La Nuclear Post Review 2018 riafferma l’impegno degli Stati Uniti nei confronti della triade nucleare, ma non suggerisce alcun interesse per lo sviluppo degli AUV, Autonomous Underwater Vehicle, armati di testate nucleari.

La nuova Nuclear Posture Review rileva la diversità del programma nucleare russo ed il crescente numero di piattaforme che potrebbero essere equipaggiate con un carico utile nucleare o convenzionale, consentendo di espandere il loro arsenale senza violare il nuovo trattato START.

Lo Status-6

Lo Status-6 (Статус-6), nome in codice Kanyon, sarebbe stato testato il 27 novembre del 2015 durante un’operazione segreta. Il test dovrebbe essere stato eseguito da un sottomarino classe Sarov, progetto 20120. Il Progetto 20120, ispirato progetto PL 877B, implementa una propulsione radicalmente diversa da qualsiasi altro sottomarino in servizio. Alla propulsione diesel-elettrica standard è abbonato un reattore nucleare ausiliario designato VAU-6, evidentemente progettato per consentire al sottomarino tempi di immersione maggiori, grazie alla fonte di energia di backup. Il B-90 deriva chiaramente dalla classe Kilo, ma è un banco di prova sperimentale per sistemi d’arma e nuovi reattori. Lo Status-6 è considerata una reliquia della Guerra Fredda: è stato progettato come sistema missilistico automatico di rappresaglia da piattaforme sottomarine senza equipaggio. Il sistema d’arma è uno dei veicoli subacquei senza equipaggio (необитаемым подводным аппаратам) sviluppati dalla Russia nel programma di sviluppo degli НПА. Un’arma nucleare strategica in grado di contaminare i target economici delle coste nemiche come le aree di pesca ed i giacimenti di petrolio offshore. Il Kanyon è classificata come “arma del giorno dopo”, concepita cioè per affamare dal mare i sopravvissuti ad un olocausto nucleare creando delle zone radioattive morte a lungo termine.

I dati aggiornati sullo Status-6

Nelle ultime settimane, i siti specializzati russi hanno diffuso ulteriori dettagli tecnici sullo Status-6. Costruito dal Rubin Design Bureau, il drone dovrebbe avere un’autonomia di diecimila km. Lo Status-6 dovrebbe avere un diametro di 1,6 metri, una lunghezza di 24 e sarebbe in grado raggiungere una profondità operativa di mille metri. Emergono nuovi dettagli sul reattore. Si tratterebbe di un piccolo reattore nucleare raffreddato a metallo liquido da otto Megawatt, che consentirebbe allo Status-6 di raggiungere una velocità di crociera di 55 km/h. Tuttavia è interessante il secondo dato sulla velocità. Secondo i siti russi, lo Status-6 potrebbe affrettare fino a raggiungere una velocità di 185 km/h.

Se tali dati fossero corretti, il siluro russo sarebbe certamente in grado di bypassare qualsiasi sistema di difesa della Nato esistente. Il siluro Mark-48, principale sistema offensivo della US Navy, ha una portata massima di 55 km ed una profondità operativa di 800 metri. Ciò significa che se lo Status-6 operasse in prossimità della sua profondità massima (mille metri) alla velocità di 185 km/h, l'arma primaria della Marina Usa non potrebbe raggiungerla e distruggerla.

“La velocità massima del dispositivo gli consente di fuggire da qualsiasi siluro nemico esistente. Il drone opera in modo indipendente per velocità e manovra” (Максимальная скорость аппарата позволяет уйти от любой существующей торпеды противника. Выбор скоростного режима и маневрирование дрон осуществляет самостоятельно).

I siti specializzati russi confermano la classe Megaton per la testata. Il siluro radioattivo guidato da intelligenza artificiale è armato con una testata nucleare di classe Megaton (мегатонного класса).

"E’ una testata da 100 Mt con una sezione di cobalto per la massima contaminazione radioattiva di un vasto territorio" (Боеголовка - с кобальтовой секцией, для максимального радиоактивного загрязнения громадной территории). Lo strato di cobalto-59 alla detonazione si trasmuterebbe in cobalto-60 altamente radioattivo. A seconda della posizione e delle condizioni meteorologiche prevalenti, una tale esplosione potrebbe anche trasportare grandi quantità di radiazioni nell'entroterra.

Attualmente dovrebbero essere tre le piattaforme sottomarine progettato per lo Status-6. Il K-139 Belgorod Progetto 09852, evoluzione della classe Oscar II Progetto 949A, potrà trasportarne quattro. Il B-90 classe Sarov dovrebbe essere in grado di trasportarne due. Del sottomarino Khabarovsk, progetto 09851, simile alla classe Borei, non sappiamo quasi nulla. Gli Status-6 dormienti nelle profondità degli oceani, infine, saranno collegati a Perimeter, il sistema automatizzato russo per la rappresaglia termonucleare.

Status-6, progettato per provocare danni inaccettabili

In base alle informazioni ufficiali del Ministero della Difesa russo sappiamo che lo Status-6 “è stato progettato per provocare danni inaccettabili, contaminando vaste zone costiere nemiche rendendole completamente senza vita per lunghi periodi di tempo”. Numerosi siti specializati russi riportano che l’arma può essere diretta anche contro basi navali e gruppi di battaglia delle portaerei, ma lo scopo primario dello Status-6 resta l’attacco nucleare contro le infrastrutture costiere del nemico.

I russi hanno compiuto enormi progressi nella super-cavitazione, ma quella tecnologia è stata poi impiegata sui sistemi Shkval. I siluri Shkval sono comunque armi tattiche progettate per affondare le navi. Lo Status-6 è invece un'arma nucleare strategica. Ci si chiede come lo Status-6 possa navigare in sicurezza a mille metri di profondità ed a quella velocità. Gli Stati Uniti, riconoscendo l’esistenza del sistema russo nella NPR 2018, dovranno concentrare risorse sufficienti per implementare nuovi ConOps (Concept of Operations) e modificare (o sviluppare) delle capacità per specificare e distruggere la minaccia Status-6 prima che quest’ultima diventi operativa. Parliamo quindi di una efficace griglia di rilevazione (matrici acustiche e pattuglie MPA) ed una Kill Chain ridondante in grado di assicurare la distruzione dell’obiettivo in mare aperto, ponendo al riparo la costa degli Stati Uniti dalla contaminazione nucleare provocata dalla testata da 100 megatoni che armerebbe il Kanyon.

Il Programma Orca: la risposta Usa allo Status-6

La Russia segue con molta attenzione il programma Orca della US Navy per l’Extra-Large Unmanned Underwater Vehicles o XLUUV promosso dalla Darpa, l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata della Difesa Usa.

Ufficialmente l'unità Orca XLUUV è concepita come un'architettura UUV (Unmanned Undersea Vehicle) modulare aperta, un drone a lungo raggio con un vano di carico utile riconfigurabile. “Il sistema, sviluppato in risposta ad una necessità operativa emergente per contrastare le capacità A2/AD avversarie, è stato concepito come un vettore per schierare diversi carichi utili. Lockheed Martin ha ottenuto un contratto di fase di progettazione di 43,2 milioni per Orca, l'Extra Large Unmanned Undersea Vehicle (XLUUV) della US Navy”.

“Questo sistema autonomo a lungo raggio avrà una diversificata capacità di carico utile per svolgere ad modello missioni ISR (intelligence, sorveglianza e ricognizione) o l’addestramento antisom. La capacità multi-missione di Orca è garantita da un vano di carico utile riconfigurabile. I principali vantaggi di Orca sono l’intelligenza artificiale (potrà operare senza la comunicazione costante con il centro di controllo), l’autonomia, la stiva di carico modulare, la persistenza in area operativa ed il sistema di alimentazione ricaricabile ibrido”.

La US Navy stima una flotta iniziale di nove XLUUV. La lunghezza stimata di ogni UUV Orca è di 40 metri.

Alcuni analisti russi sospettano che Orca sia in realtà una piattaforma di lancio per asset strategici. Lo scorso dicembre, in un’analisi pubblicata sull'agenzia di informazione russa Novosti, ci si riferisce al programma Orca come la risposta statunitense al siluro nucleare russo Status-6.

“La tempistica dell’attivazione del programma Orca è probabilmente correlata alla scoperta americana del programma Status-6. Il sistema statunitense potrebbe essere uno sforzo per influenzare l'equilibrio strategico del potere tra Russia e la Nato. Tutti i droni sottomarini attualmente in servizio con la US Navy sono in grado di operare ad una distanza massima di 300 km dal centro di comando. Orca invece può raggiungere i 12 mila chilometri con un'autonomia stimata in diversi mesi”.

Sappiamo che Boeing propone di utilizzare uno schema diesel-elettrico per l'alimentazione (batterie periodicamente ricaricate dal generatore), già implementato nel drone sottomarino senza equipaggio sperimentale da quindi metri Echo Voyager. Soluzione avanzata anche per Orca. L'autonomia sarebbe quindi limitata solo dal carburante diesel a bordo.

Tuttavia manca ancora un tassello per chiudere la possibile architettura della presunta piattaforma strategica automatizzata: il sistema d'arma nucleare trasportato a bordo. Ufficialmente non esiste nulla di simile nell'inventario strategico degli Stati Uniti. Infine un ultimo dettaglio: considerando il drone Orca come risposta allo Status-6, gli analisti di Mosca ritengono plausibile che gli Stati Uniti possano colpire le zone off-shore della Russia in caso di guerra nucleare, sposando la loro medesima postura strategica. Entro il 2020/2022 lo Status-6 dovrebbe essere reso operativo.