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La Corea del Nord potrebbe innescare una guerra tra Russia ed Usa?

Nel remoto caso in cui la Corea del Nord lanciasse un missile intercontinentale con traiettoria sul Polo Nord, la probabile intercettazione statunitense avverrebbe nell’estremo oriente russo.

Dal 2004, il territorio americano affida la sua difesa al sistema Ground-based Midcourse Defense, progettato per intercettare missili balistici a lungo raggio in entrata. I trentasei missili intercettori sono schierati a Fort Greeley, in Alaska e presso la Vandenberg Air Force Base, in California. L'ex presidente Barack Obama ha ordinato alla Missile Defense Agency di portare a 44 le postazioni GMD entro l’anno (40 in Alaska e 4 in California). Gli intercettori si basano sull’Exoatmospheric Kill Vehicle, sistema cinetico di rilascio che utilizza i dati di orientamento e sensori di bordo per identificare e distruggere un missile in arrivo nello spazio. Gli intercettori a tre stadi sono progettati per distruggere i missili con l’energia cinetica da impatto. Entro il 2020 le postazioni GMD potrebbero essere cento. Contro un ICBM si lanciano dai quattro ai sei intercettori cineti. Le probabilità di successo del Ground-based Midcourse Defense contro un solo ICBM sono del 50%.

Per capire la reale condizione dello griglia di difesa Usa, sarebbe opportuno rileggere le dichiarazioni ufficiali del direttore dei test operativi del Ground-based Midcourse Defense

"La GMD ha dimostrato una capacità limitata nel difendere gli Stati Uniti contro un piccolo numero di minacce missilistiche a livello intermedio o intercontinentale della Corea del Nord e dall'Iran. E’ impossibile valutare quantitativamente le prestazioni del GMD a causa della mancanza di test, mentre l'affidabilità e la disponibilità degli intercettori operativi basati sul terreno è bassa. Tuttavia, abbiamo investito 40 miliardi di dollari sul GMD e oltre 320 miliardi di dollari su decine di sistemi di difesa missilistica negli ultimi decenni”.

L’attacco della Corea del Nord

Il wargame è strutturato sull’architettura Ground-based Midcourse Defense e sulle capacità note del missile balistico intercontinentale Hwasong-14. La Russia considera il Hwasong-14 un missile balistico a medio raggio. La classificazione è cruciale poichè determina una diverse interpretazione sulla liceità dell'intercettazione. Un missile balistico intercontinentale, dopo la fase di propulsione e spinta, raggiunge l’orbita terrestre per rilasciare il veicolo di rientro principale, la punta del missile. Quest’ultima, una volta posizionata tramite navigazione inerziale, rilascia le testate che colpiscono gli obiettivi rientrando dall’atmosfera terrestre. Parliamo sempre di un solo missile della Corea del Nord e di una sola testata. La capacità Mirv (non confermata in modo indipendente dall’Occidente), assicurerebbe un quasi assoluto livello di successo. L’altitudine dei missili balistici intercontinentali, infine, è solo uno dei problemi considerando la velocità di rientro delle testate stimata in 6/7 km al secondo.

Nel remoto caso in cui la Corea del Nord attaccasse gli Stati Uniti, probabilmente utilizzerebbe il missile balistico intercontinentale Hwasong-14 testato due volte lo scorso luglio. Con certezza strategica assoluta, sarebbe anche l’ultimo ordine di Kim Jong Un. Sarebbe un atto di guerra e come tale andrebbe trattato. Gli Stati Uniti risponderebbero con un attacco devastante e proporzionale. Il concetto della proporzionalità si applica esclusivamente nella scelta del rendimento delle testate termonucleari da impiegare.

Nel primo test del 4 luglio scorso, il Hwasong 14 lanciato da Panghyon su piattaforma sganciata MAZKT79211, ha raggiunto un’altitudine di 2.500 chilometri (picco è 2802 Km secondo il Nord) percorrendo una distanza di 930 chilometri prima di schiantarsi nel Mare del Giappone all'intimo della zona economica esclusiva di Tokyo. Il tempo di volo confermato è stato di 40 minuti circa. Ciò significa che ad una traiettoria balistica ottimizzata, il Hwasong-14 potrebbe volare per 7.000 km. Tali dati collocarono la maggior parte dell’Alaska o le Hawaii (dipende dalla traiettoria impostata) nel potenziale raggio utile del missile di Pyongyang. Sarebbe il primo missile nordcoreano in grado di raggiungere l'America del Nord. Nel secondo ed ultimo test avvenuto il 29 luglio scorso, il Hwasong-14 ha volato per 45 minuti, raggiungendo un’altitudine stimata di 3.700 km per una distanza di circa 1.000 chilometri. Il Giappone conferma la traiettoria alta che ha limitato il possibile raggio operativo del missile che si è poi schiantato ad ovest dell'isola di Hokkaido. Per STRATCOM, si tratta di un missile balistico intercontinentale lanciato dalla remota provincia di Jagang. Se i dati della massima altitudine riportata ed il tempo di volo fossero corretti, il missile della Corea del Nord potrebbe colpire obiettivi ad una distanza stimata di oltre diecimila km. Entro tale raggio e calcolando le variabili come la dimensione ed il peso del carico utile trasportato, si trovano Los Angeles, Denver e Chicago. In base a tali dati una parte significativa degli Stati Uniti continentali sarebbero nel raggio dei missili della Corea del Nord. Diversi i parametri di volo registrati dalla griglia di difesa russa. Mosca conferma il tempo di volo del missile (45/47 minuti), ma con un’altitudine di 681 chilometri per una distanza percorsa di 732 km. Tali dati, secondo il Ministero della Difesa russo, identificherebbero il missile come a medio raggio (500 e 5.500 chilometri) e non intercontinentale (oltre 5.500 km).

Il Hwasong-14 è una versione a due stadi del missile balistico Hwasong-12 a livello intermedio (IRBM), che la Corea del Nord ha lanciato per la prima volta lo scorso maggio scorso. Il sistema Hwasong-12 è un missile a due stadi a propellente liquido. Il punto sui lanciatori è fondamentale. I lanci precedenti confermano che i razzi a singolo stadio a combustibile liquido della Corea del Nord hanno un tasso di successo pari all’80%. I razzi a due stadi con autonomia di diecimila km (quindi con meccanismo di separazione), hanno raggiunto un tasso di successo pari al 60%. I razzi a tre stadi (dodicimila km), infine, hanno una percentuale di successo inferiore al 40%. Il primo stadio del missile Hwasong-14 sembrerebbe essere identico alla versione IRBM, con quattro propulsori Vernier per la stabilità e la guida chiaramente visibili dalle foto e dal video diramato dal regime. Scarse le informazioni sul secondo stadio, ma i retrorazzi sui due moduli identificati durante il primo test, confermano i progressi significativi della Corea del Nord nella tecnologia ICBM. Il punto sul razzo è determinante. I precedenti missili erano propulsi da una coppia di motori a razzo in tandem. Configurazione diversa per il Hwasong-14. Cambiare il sistema di propulsione in un missile balistico è un'operazione importante. Richiede una significativa modifica delle strutture e dei software missilistici. Il risultato, in molti casi, equivale ad un nuovo missile. Il successo dei due test conferma un design robusto.

La difesa missilistica statunitense è strutturata su una rete generale di sensori per specificare e tracciare qualsiasi lancio contro obiettivi americani. La copertura si basa su diversi siti sparsi per il mondo e nello spazio. La costellazione satellitare Usa è progettata per essere ridondante a diverse altitudini e per garantire finestre di lancio utili anche dopo aver subito un devastante attacco preventivo. Maggiore è la distanza dei satelliti da colpire, minore sarà il tempo necessario per rilevare gli intercettori che sarebbero monitorati già nelle fasi di spinta, scatenando una rappresaglia. La rete in orbita è composta dalle costellazioni del Defense Support Program e Space Based Infrared System. Il radar SBX-1 a banda X è solitamente rischierato a Pearl Harbor, nelle Hawaii. Diversi i radar di allerta precoce sono collocati in Alaska, Groenlandia, Gran Bretagna, Qatar, Taiwan e Giappone (attivi due sistemi radar AN-TPY-2 presso il sito di comunicazione Kyogamisaki nella prefettura di Kyoto ed il secondo, Shariki, nella prefettura di Aomori). La griglia di allerta su basa sui radar SPY-1 dei vettori Aegis sparsi nel globo. Tutti i dati sono gestiti dal sistema centrale di controllo presso la Schriever Air Force Base.

Nella Boost Phase Intercept, l’intercettazione del missile avviene nella fase iniziale di spinta ed accelerazione, nei secondi in cui l’ICBM è facilmente rilevabile dai sensori infrarossi e non ha ancora attivato le contromisure destinate alle testate in rientro. Il problema con la fase di spinta è che le difese devono reagire molto rapidamente. Ciò significa che il sistema d’arma Aegis dovrebbe essere il più vicino possibile al territorio nemico. Tuttavia, la maggior parte dei missili balistici moderni si basano su lanciatori mobili, rendendo difficile la loro identificazione. Il Ground-Based Midcourse Defense ed i missili SM-3 sono progettati per colpire i missili nello spazio. E’ altamente probabile che la traiettoria del Hwasong-14 lo porterebbe sul Polo Nord per un’intercettazione che, se tentata dall’Alaska, avverrebbe certamente nello spazio di allerta precoce dei radar russi. E’ altresì probabile che per tentare di difendere la costa occidentale degli Stati Uniti, il bersaglio verrebbe impegnato sopra l'Estremo Oriente russo. Ed è questo un punto focale. La tempistica della prima finestra utile di tiro sarà determinante poiché soltanto l’intercettazione nella fase di spinta e propulsione aumenta le probabilità di successo, garantendo altresì una seconda raffica. In breve. Se i sei intercettori lanciati da Fort Greeley fallissero, il Pentagono avrebbe un’ultima possibilità con le postazioni in California.

Mosca non considera il Hwasong-14 come missile balistico intercontinentale, classificandolo come a medio raggio. In base a tale posizione Mosca non riconoscerebbe l’impiego degli intercettori come diritto all’autodifesa poiché tali minacce non esisterebbero. Tradotto significa che gli intercettori cinetici verrebbero visti come solo una provocazione degli Stati Uniti (e tale resta perché non potrebbero nulla contro una potenza strategica). Tuttavia la questione riguarda la possibile penetrazione dello spazio aereo russo per intercettare una minaccia nordcoreana. Come si comporterà la griglia di allerta precoce russa? Teoricamente l'architettura russa ed americana è progettata per affrontare gli “eventi inaspettati”. Teoricamente il lancio di quattro/sei intercettori dall’Alaska non dovrebbe scatenare una ritorsione termonucleare russa. Mosca continua ad aggiornare e ricostruire la griglia di rilevazione precoce terrestre e completerà la rete di rilevazione radar artica classe Voronezh, seimila chilometri di scoperta con capacità di tracciare simultaneamente 500 target, entro il 2018. La rete in orbita si basa (ufficialmente) su due satelliti sui dodici previsti. Mosca ha certamente diminuito le probabilità di lanciare erroneamente un attacco di ritorsione a causa di errori di valutazione. Idealmente la discriminazione della minaccia si basa su diversi sistemi di avvertimento che confermano il missile sul radar, stimano la sua traiettoria e cosi via. Oggi, così come negli ultimi 40 anni, i missili balistici intercontinentali statunitensi e russi sono mantenuti in stato di allerta. La finestra temporale per ordinare una rappresaglia è di pochi minuti considerando l’essenza stessa dell’attacco preventivo. La Russia non dispone ancora di un sistema geostazionario di preallarme a raggi infrarossi. Mosca si affida principalmente sui radar di allarme precoce terrestri per rilevare un attacco missilistico statunitense. Dal momento che questi radar non riescono a vedere oltre l'orizzonte, la Russia avrebbe poco meno di 15 minuti per rilevare e discriminare le testate in arrivo ed ordinare la rappresaglia. Il tempo di preallarme stimato per gli Stati Uniti per rilevare un attacco preventivo è di circa trenta minuti. E' quindi l’incapacità russa di monitorare e validare dallo spazio i possibili lanci con brevissimi tempi di avvertimento che si teme in una possibile intercettazione.

In conclusione. Qualora la Corea del Nord lanciasse un missile contro gli Usa, gli Stati Uniti tenterebbero l’ingaggio. Gli intercettori cinetici americani non dovrebbero innescare una guerra nucleare accidentale con la Russia. Quattro o sei intercettori, anche se venissero lanciati sull’estremo oriente russo, non rappresentano una minaccia per il Cremlino. Tuttavia neppure uno sa come si comporterà la linea decisionale di Mosca qualora venisse messo sotto stress il sul sistema di allarme precoce. Esistono modelli validi per diverse occasioni, ma spetta all’uomo interpretare e discrimare correttamente (storia insegna) la minaccia.