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Rientrano in Italia i resti di 100 soldati morti in Russia nel 1943

Dopo settantacinque anni, torneranno a casa. I resti di 100 soldati italiani caduti in Russia durante la Seconda guerra mondiale sono pronti per rientrare in Patria, dove verranno tumulati nel cimitero militare friulano di Cargnacco.

La terra russa ha salutato le spoglie degli alpini e degli altri militari italiani con una Santa Messa celebrata l'altroieri nelle Cattedrale della Immacolata Concezione a Mosca. Celebrante il nunzio apostolico monsignor Celestino Migliore, alla presenza dell'ambasciatore d'Italia Pasquale Terracciano e dell'Addetto per la Difesa Alfonso Miro.

Lo Stato Maggiore della Difesa ha salutato con soddisfazione la felice conclusione delle operazioni di individuazione, esumazione e successivo rimpatrio dei connazionali caduti, portata a termine positivamente grazie anche al contributo dell'Associazione russa "I Memoriali Militari" su iniziativa della Direzione storico-statistica del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti della Difesa, per il tramite dell'ufficio militare dell'Ambasciata d'Italia a Mosca.

Una volta benedette dalle autorità ecclesiastiche, nei prossimi giorni i resti dei soldati rientreranno in Italia con un volo militare diretto all'aeroporto Marco Polo di Venezia. Nel frattempo saranno custodite in locali dedicati. Giunte in Italia, infine, raggiungeranno il sacrario militare di Cargnacco, dove già riposano 8700 commilitoni, rimpatriati proprio dalla Russia a partire dal 1990.