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Yuri è in Russia per combattere pacificamente una violenza mai vista

La mattina dell'11 maggio, Yuri Guaiana, tra i fondatori e già segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti è stato arrestato a Mosca mentre, con una delegazione di associazioni LGBT, consegnava le firme raccolte da un petizione di AllOut che denuncia le persecuzioni e torture subite ne mesi scorsi da un centinaio di gay in Cecenia.

Ne ha dato notizia il segretario di Certi Diritto Leonardo Monaco che è stato raggiunto via whatsapp da Guyana che ha detto "Siamo qui per consegnare più di 2 milioni di firme di cittadini di tutto il mondo al Procuratore generale della Russia. Non era mai accaduto che un numero così ampio (più dell'intera popolazione cecena), si fosse rivolto alle autorità russe per chiedere un'inchiesta ufficiale su quanto avvenuto dall'inizio dell'anno in Cecenia contro i gay e che, al contempo, si fermino subito arresti, torture e uccisioni degli omosessuali nella repubblica caucasica". "I cittadini russi" ha scritto inoltre Guiana mentre era al celluare "si meritano di vivere in libertà e in uno stato di diritto, la Russia deve rispettare i trattati internazionali che ha sottoscritto. Nessuno deve veder sacrificata la propria libertà e la propria vita a causa di ciò che è e di chi ama, né in Cecenia né altrove".

Nei giorni scorsi Putin stesso era tornato sulla questione assicurando la garante per i diritti umani in Russia Tatiana Moskalkova che avrebbe chiesto al Procuratore generale della Repubblica di far luce sui "pettegolezzi relativi al trattamento di persone con orientamento sessuale non tradizionale" - quel che chiede anche la petizione di AllOut. Era la prima volta che Putin affrontasse la questione a oltre due mesi dai primi messaggi arrivati fuori dalla Federazione russa grazie al giornale Novaya Gazeta.

Nei giorni scorsi cinque ministri degli esteri europei, tranne il nostro Alfano, avevano scritto al loro omologo Lavrov per dar seguito a quanto anche Angela Merkel aveva detto pubblicamente durante la sua visita in Russia. Anche Theresa May aveva denunciato come "incredibilmente barbarico" il trattamento dei gay in Cecenia.

Il Segretario di Certi Diritti Leonardo Monaco è in costante contatto con la Farnesina per seguire da vicino gli sviluppi dell'arresto e in una nota stampa ha ricordato che:

Alcuni amici giornalisti mi dicono che, seppur da ridimensionare nei numeri, il fenomeno delle persecuzioni gay in Cecenia ha toccato picchi di violenza mai visti - con una persona morta a seguito di torture. Il problema purtroppo non è circoscritto a Grozny ma a tutte le repubbliche del nord del Caucaso dove esistono tradizioni e dinamiche sociali che non pongono la libertà particolare al centro della società.

Nei prossimi giorni Certi Diritti organizzerà un convegno pubblico per fare il punto sulla condizione in Cecenia in generale, una regione dove, malgrado il silenzio, la tensione sociale e politica resta altissima - e non solo per quanto riguarda le persecuzioni dei gay. Speriamo di poter salutare di persona Yuri Guaiana in quella occasione.

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