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Scontro tra Russia e Ucraina: riaperto lo stretto di Kerch, proteste degli estremisti di destra contro Mosca

Nella notte scontri a Kiev. Mosca: "L'incidente navale è una provocazione pericolosa". Preoccupazione da parte dell'Europa

La Russia ha riaperto lo stretto di Kerch che collega il Mar Nero e il Mar d'Azov. Un gesto, questo, che dovrebbe abbassare la tensione dopo l'escalation innescata dal sequestro delle tre navi ucraine, avvenuto domenica 25 novembre. "Lo stretto è stato riaperto stamane", ha detto Alexei Volkov, amministratore delegato della società Porti Marittimi Crimei.

La Russia aveva deciso di chiudere lo Stretto di Kerch dopo aver imputato la Marina ucraina di aver violato le sue acque territoriali; ed è stata pesantemente criticata dall'Ue che aveva esortato Mosca a ripristinare la libertà del traffico marittimo nella zona. Proteste e scontri a Kiev durante la notte. Centinaia di manifestanti - rilevano i media internazionali, fra cui la Bbc - si sono riuniti sotto l'ambasciata russa e hanno dato fuoco ad auto, fra cui un veicolo diplomatico. Disordini anche nella mattinata: decine di estremisti di destra stanno bruciando pneumatici dinanzi al consolato russo di Leopoli, in Ucraina occidentale. La dimostrazione è organizzata dai militanti del Corpo Nazionale.

Un aereo da ricognizione dell'Aviazione Usa, Boeing RC-135V, è decollato intanto dall'isola di Creta, diretto verso il Mar Nero sullo sfondo dell'escalation di tensioni tra Mosca e Kiev a causa dell'incidente di ieri dinanzi alla Crimea. A riferirlo il sito 'Portale militare ucraino', rilanciato dall'agenzia russa Ria Novosti.

Per il portavoce del Cremlino l'incidente che ha coinvolto le navi della marina ucraina è una "provocazione molto pericolosa, che richiede un'attenzione particolare e un'indagine speciale". Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov chiede agli alleati occidentali di Kiev di "intervenire" e "dare una calmata" alla autorità ucraine, "coloro che vogliono mettere a segno punti politici prima delle elezioni presidenziali in Ucraina". Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, citato dalle agenzie russe.

Preoccupazione in Europa per l'inasprirsi della crisi: "Ci aspettiamo che la Russia lasci andare subito le navi e l'equipaggio", ha affermato una portavoce della Commissione europea condannando "l'aggressione verso l'Ucraina" che ha generato una "pericolosa escalation". Stiamo prendendo la questione con "grande serietà e per noi è una priorità in questo momento", assicura la portavoce.

"Stiamo ancora cercando di mettere insieme i pezzi su quanto accaduto, chi ha fatto cosa, e quando - ha detto il ministro degli Esteri austriaco Karin Kneissel, al suo arrivo al Consiglio europeo sviluppo - Siamo molto preoccupati per questa escalation. Oggi (26 novembre, ndr) c'è l'convegno del consiglio di sicurezza dell'Onu. Ed è stato chiesto di aggiungere il punto alla riunione per trovare una posizione europea comune. Ho chiesto al nostro segretario generale di incontrare gli ambasciatori russo e ucraino per esprimere la nostra seria preoccupazione. Stiamo lavorando per la distensione della condizione". Per la Germania è "inaccettabile" un blocco del Mare d'Azov da parte della Russia. È quanto afferma il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, a seguito delle tensioni fra Mosca e Kiev nei pressi della Crimea. "È importante che venga rimosso ogni blocco", ha scritto Maas su Twitter, invitando Russia e Ucraina a una de-escalation.