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Sanzioni Usa contro 7 oligarchi russi e 17 funzionari del governo. Colpito anche l'ex genero di Putin

Le misure decise da Trump per punire Mosca per i suoi "tentativi di minare le democrazie occidentali", ma anche per le "azioni maligne" dalla Siria alla Crimea

Gli Stati Uniti hanno emesso nuove sanzioni contro 7 oligarchi russi e 12 compagnie a loro riconducibili. Il Dipartimento del Tesoro ha adottato sanzioni anche nei confronti di 17 funzionari del governo. Tra le persone colpite dal provvedimento Usa per le interferenze elettorali figurano gli oligarchi Oleg Deripaska (stretto alleato di Putin) e il capo del gruppo Renova Viktor Vekselrberg, il senatore Suleiman Kerimov e l'ex genero di Putin Kirill Shamalov. Sanzioni anche per Alexei Miller, direttore del gigante Gazprom.

"Il governo russo è coinvolto in una serie di attività maligne nel mondo, compresa l'occupazione della Crimea e l'istigazione alla violenza nell'Ucraina orientale, la fornitura di armamenti al regime di Assad mentre bombarda i suoi civili, i tentativi di sovvertire le democrazie occidentali e attività cibernetiche maligne": questa la motivazione del dipartimento del Commercio Usa nell'erogare le sanzioni a 24 russi, di cui 7 oligarchi e 17 dirigenti di governo.

Gli oligarchi russi, in particolare, sono accusati di aver appoggiato e tratto profitto dai tentativi del presidente russo, Vladimir Putin, di minare le democrazie occidentali. Funzionari statunitensi hanno descritto gli imprenditori come membri della "stretta cerchia" di Putin. "Gli Usa stanno prendendo queste misure in risposta alla totalità della continua e sempre più sfrontata trama del governo russo di attività nocive nel mondo", ha dichiarato una fonte.

"È un altro passo ingiustificato, ostile e insensato, un tentativo di strumentalizzare le sanzioni per giustificare l'assenza di una strategia reale e per argomentare la presunta legittimità delle proprie azioni nei confronti della Russia" commenta Konstantin Kosaciov, presidente della Commissione Esteri del Senato russo. "E' una strada che non porta da nessuna parte, con azioni di questo genere non si può spaventare la Russia, né la si può battere".