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Trump firma le sanzioni alla Russia a malincuore: “Una legge imperfetta”

La Russia viene punita per le ingerenze nelle elezioni USA, l’invasione dell’Ucraina e il sostegno ad Assad in Siria

Il presidente Usa Donald Trump ha firmato la legge approvata dal Congresso per l'adozione di nuove sanzioni a Russia, Iran e Corea del Nord. Il parlamento ha votato con una maggioranza schiacciante – 419-3 al Congresso e 98-2 al Senato- al punto da evitare un veto del presidente in materia, come aveva sperato Vladimir Putin. Inoltre, il documento prevede che ogni soluzione di eliminare sanzioni da parte dell'amministrazione, dovrà essere sottoposta alla revisione del Congresso. Le sanzioni, che riguardano principalmente il settore energetico russo, sono state criticate in particolare dall'Unione Europea che teme per le sue forniture di gas e condanna un'azione unilaterale.

La firma è avvenuta a porte chiuse e non dinanzi alle telecamere come gli altri provvedimenti finora adottati da Trump. Questo dettaglio conferma l'ostilità di Trump verso questa legge. Il leader statunitense ha ribadito la sua contrarietà in una nota: "Nonostante io sia a favore di misure per punire e distogliere da comportamenti aggressivi e destabilizzanti da parte di Iran, Corea del Nord e Russia, questa legislazione è significativamente imperfetta". Le sanzioni approvate dal parlamento sono state motivate con l'ingerenza della Russia nelle scorse elezioni, l'invasione dell'Ucraina e l'intervento in Siria, dove Mosca viene accusata di aver sostenuto il regime di Bashar al-Assad. Secondo Trump, la legge approvata dal parlamento limita il margine di manovra dell'esecutivo: "Il disegno di legge incide soprattutto sull'autorità dell'esecutivo di negoziare. Limitando la flessibilità dell'esecutivo il disegno di legge rende più difficile per gli Stati Uniti ottenere buoni accordi per il popolo americano, e avvicinerà molto di più Cina, Russia e Corea del Nord".

Tuttavia, spera Trump, che queste nuove sanzioni non compromettano i rapporti tra Usa e Russia: "Nonostante i suoi problemi, ho firmato questo disegno di legge a favore dell'unità nazionale. Rappresenta la volontà del popolo americano vedere la Russia adottare misure per migliorare i rapporti con gli Stati Uniti. Speriamo che ci sarà cooperazione tra i nostri due Paesi sulle grandi questioni globali affinché queste sanzioni non siano più necessarie».

L'approvazione del Congresso ha già avuto delle importanti conseguenze nei rapporti bilaterali tra le due potenze. Putin si è subito vendicato contro Washington rimuovendo 755 diplomatici americani in Russia. Una scelta simile a quella adottata dall'allora presidente Barack Obama, che cacciò 35 diplomatici russi per le ingerenze di Mosca nel processo elettorale delle presidenziali.