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Gasdotti Nord Stream 2 e TurkStream, la Russia prepara la risposta alle nuove sanzioni di Trump

Il 20 dicembre il presidente statunitense Donald Trump ha promulgato un progetto di legge che comprende delle disposizioni sulle sanzioni contro la Russia e la Turchia e le imprese coinvolte nella costruzione dei gasdotti Nord Stream 2 e TurkStream. Le misure vanno a colpire le persone fisiche e giuridiche coinvolte nei lavori sul progetto, annullando i loro visti per gli Stati Uniti e congelando i loro conti bancari nel Paese.

Nord Stream 2, lungo 1.230 km, collega la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, TurkStream, composto da due pipelines lunghe 930 km, attraversa il Mar Nero per raggiungere la Turchia, dove dovrebbe già fornire gas tra pochi giorni, poi dovrebbe collegare le riserve di gas russo alla Bulgaria, alla Serbia e all’Italia.

Ieri, il primo ministro russo Dmitri Medvedev ha chiesto al governo di prepararsi a prendere delle misure in risposta alle sanzioni statunitensi e ha sottolineato che «Questi sono davvero dei metodi di lotta anticoncorrenziali che vanno contro tutti gli accordi e i principi del diritto internazionale e del commercio internazionale». Mosca ha imputato Washington di voler imporre le sanzioni semplicemente per vendere in Europa il suo gas estratto con il fracking, senza la fastidiosa concorrenza di quello dei giacimenti russi.

Se la cancelliera tedesca Angela Merkel non ha nascosto la sua irritazione per la nuova iniziativa unilaterale di Trump, Medvev ha ricordato che «Queste nuove sanzioni colpiscono in maniera negativa gli interessi di un gran numero di Paesi europei» e ha chiesto ai suoi ministri di «studiare le possibilità di imporre nuove misure restrittive contro gli Stati Uniti e di presentare delle proposte accompagnate da una valutazione della loro efficacia».

Il primo a rispondere è stato il ministro dell’energia russo Alexander Novak che, in un’intervista ai media, ha assicurato che «Nonostante le sanzioni extraterritoriali americane e nonostante il disimpegno di alcune delle società europee da esse colpite il Nord Stream 2 si farà».

Come sottolinea l’agenzia russa Sputnik, il ministro ha mostrato sicurezza circa il fatto che i lavori sul gasdotto saranno completati nei tempi previsti: «A dispetto di tutti i fattori che stanno remando contro il progetto, ci aspettiamo che il gasdotto Nord Stream 2 venga completato in tempi brevi».

Novak dubita che le restrizioni imposte da Trump possano bloccare del tutto il progetto, perché «si trova già in fase di ultimazione e ulteriori azioni punitive da parte degli Usa non porterebbero altro che malcontento tra gli alleati di questi ultimi».

Ieri la multinazionale svizzera Allseas, una delle compagnie europee impegnate nella joint venture di Gazprom sul Nord Stream 2, ha annunciato il ritiro delle sue navi dal Mar Baltico, dove sono attualmente in corso i lavori di costruzione del gasdotto e Sputnik scrive che «La Russia ha cominciato già a vagliare le alternative e prende piede la possibilità di impegnare tre chiatte della MRTS, un’altra compagnia russa, per il piazzamento e l’installazione delle ultime sezioni del gasdotto. La stessa Gazprom, poi, potrebbe mettere a disposizione una delle sue navi, la Akademik Cherskiy, la quale può essere altrettanto in grado di svolgere il compito».