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Ort, al via la nuova stagione: serata inaugurale dedicata alla Russia

La Stagione Concertistica dell'ORT numero trentasette si apre venerdì 27 ottobre con il Concerto di Inaugurazione guidato come da consuetudine dal direttore principale Daniele Rustioni. Per l'occasione viene ampliato l'organico dell’Orchestra, come già sperimentato altre volte, con la presenza degli studenti dei Conservatori toscani, a cui si aggiungono per la prima volta i ragazzi selezionati dalla Fondazione ORT per la prima edizione del progetto Yo-Yo (Youth Orchestra Youth ORT). Realizzato grazie al bando S’Illumina sostenuto da SIAE e con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività, Yo Yo è un corso di alta formazione riservato a 10 giovanissimi musicisti ad arco selezionati previa audizione, che lo scorso luglio hanno intrapreso un tragitto musicale e didattico, affiancato e organizzato dalle prime parti dell'ORT, dalle cariche dirigenziali, amministrative e artistiche della Fondazione.

Il grande organico schierato sul palco del Teatro Verdi condurrà il pubblico nelle atmosfere della Grande Madre Russia con autori quali Prokof'ev, Borodin e Stravinskij. Con loro con un “infiltrato speciale”: Ravel. Dell'autore francese ascolteremo Tzigane, brano virtuosistico datato 1924 e orchestrato in maniera geniale, che metterà alla prova il violinista ucraino Roman Simović, ospite della formazione toscana. Classe 1981, ha iniziato la sua formazione in patria e successivamente in Serbia e al Conservatorio di Mosca. Da sette anni ricopre il ruolo di primo violino della London Symphony Orchestra.

A lui spetta anche l'esecuzione del Primo Concerto per violino op.19 di Prokof'ev: pezzo anch'esso composto negli anni Venti, in genere poco eseguito per la struttura dei tre movimenti (apre e chiude con un Lento e Piano) e radicato particolarmente nella tradizione russa con racconti di fiabe e leggende popolari.

Le favole, i ritmi e i costumi della Madre Russia proseguono nella seconda parte della serata, con le Danze Polovesiane di Borodin e in chiusura la celeberrima suite del 1919 de L'uccello di fuoco di Igor Stravinskij. Interessante nell'opera di Stravinskij, che dura 22-23 minuti, sono i passaggi ripetuti tra la musica tenue e atmosferica – che conduce l'ascoltatore in un viaggio tra atmosfere esotiche - a momenti di “sobbalzo sulla sedia” con un finale potente e poderoso come la Danza infernale del Re Kascej.

Un sacco di colori e suggestioni pirotecniche molto interessanti in un programma che si incornicia in un repertorio tradizionale e classico, ma al tempo stesso moderno.