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La piastrina di Renato Aimi torna a Parma dalla Russia dopo 70 anni

Aimi si era salvato ed era tornato, ma nella terribile ritirata delle truppe italiane aveva perso la piastrina di riconoscimento

Aimi, classe 1911, parmigiano, dopo la guerra dipendente del Comune di Parma, dalla Russia era tornato. Congedato con una medaglia di bronzo, dopo una valorosa azione durante la battaglia del Natale 1943, che gli aveva causato il congelamento dell'alluce era stato trasportato in ospedale, prima a Kiev e poi a Cervia.

Al contrario di tanti altri giovani italiani, Renato era riuscito a tornare a Parma e ad assistere alla nascita della figlia il 2 giugno del '46, quando aveva interrotto il lavoro di scrutatore per correre a conoscere la sua bambina e per veder nascere anche la Repubblica Italiana.

"Non voleva raccontare di questa esperienza" ha commentato la figlia, durante la cerimonia nella Sala del Consiglio Comunale officiata dal Sindaco "il ritrovamento ci ha dato la possibilità di riavvolgere il filo della memoria". Come hanno spiegato i rappresentanti dell'Associazione Alpini, presenti in uniforme alla riconsegna, la piastrina è stato notato in rete, dove si moltiplicano, negli ultimi anni, le vendite da parte di privati di reperti militari provenienti dalle zone di guerra.

"L'abbiamo acquistata e abbiamo contattato i famigliari. E' stata l'occasione anche per consegnare loro il foglio matricolare che riassume le attività di Renato Aimi durante il periodo militare" hanno raccontato Renato Atti, Giorgio Adorni e Maurizio Astorri dell'Associazione Nazionale Alpini che fedeli al motto "custodi della memoria" si impegnano anche per raccogliere e conservare reperti e testimonianze dei soldati italiani durante il conflitto "in modo da rendere omaggio ai caduti e ricordare le gesta di chi ha compiuto il sacrificio estremo per il Paese".