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George Horne show e la Scozia resta in corsa: Russia affondata 61-0

La squadra del c.t. Townsend segna 9 mete e torna a -4 dal Giappone: si deciderà tutto domenica nella sfida diretta. L’Argentina batte gli Usa (47-17)

La Scozia ha sconfitto per 61-0 la Russia a Shizuoka in un match della Pool A della Coppa del Mondo di rugby. Vittoria con bonus fondamentale per la squadra del c.t. Greg Townsend, che sale a 10 punti, a -1 dall’Irlanda e a -4 dal Giappone. Sabato l’Irlanda affronterà Samoa (5) per blindare la sua qualificazione ai quarti, quindi domenica nell’ultimo match della prima fase Giappone e Scozia si giocheranno tutto: ai padroni di casa però basterebbe anche la sconfitta con bonus difensivo (e ovviamente senza concedere le 4 mete), mentre l’arrivo a pari punti premierebbe la vincente dello scontro diretto.

ASSALTO

La Scozia parte all’assalto, vuole chiudere prima possibile il discorso bonus e segna 3 mete in 21 minuti. Due sono di Adam Hastings: la prima (13’) è da mischia a 10 metri giocata velocemente dal numero 8 Ryan Wilson per George Horne, palla all’apertura che vede un buco tra le maglie rosse e s’infila; nella seconda (17’) fa tutto da solo, calcia alle spalle della difesa direttamente in area di meta e raccoglie, grazie anche al rimbalzo che beffa l’estremo Vasily Artemyev. La terza meta è un gentile omaggio russo: touche difensiva a 5 metri, palla non troppo veloce al mediano Dmitry Petrov, che con una follia apre verso la sua apertura nella sua area di meta, ma Horne è già sulla linea di passaggio, raccoglie, ringrazia e schiaccia. Hastings le trasforma tutte e 3. Ma a questo punto qualche cosa nella macchina scozzese s’inceppa e la Russia riesce ad andare al riposo senza subire altri danni.

BONUS

Bastano però 5 minuti nella ripresa per chiudere la pratica: gran parte del merito va a Darcy Graham, che parte dalla sua metà campo, si beve mezza difesa russa e poi quasi al traguardo fissa l’ultimo uomo e scarica per Horne, che può fare doppietta. Al 51’ la maul scozzese avanza nei 22 avversari, il tallonatore George Turner si sfila in veronica da un fianco, sprinta per una decina di metri e schiaccia. I ritmi della Scozia sono troppo alti, il gioco varia da destra a sinistra, alla mano e al piede e i russi non riescono a coprire: al 56’ fuori dai 22 Blair Kinghorn calcia un grubber verso la sguarnita area di meta e Tommy Seymour può andare a schiacciare in tuffo. Al 59’ arriva la tripletta di Horne: il mediano lancia un contrattacco dai suoi 22, poi dopo uno scambio tra il centro Pete Horne ed Henry Pyrgos si fa ritrovare a sostegno a sinistra e vola in meta. Hastings sbaglia la prima trasformazione dopo 6 centri. Al 75’ John Barclay riceve un passaggio corto dal pilone Simon Berghan sui 10 metri, la linea russa è sfaldata, il flanker ci si infila, finta un passaggio a destra e si ritrova spalancata la porta in mezzo ai pali. Al 78’ la Scozia riconquista palla nei suoi 22 e riparte con una travolgente azione alla mano, arginata dai russi ormai nei propri 22, dal raggruppamento il gioco viene riaperto in superiorità al largo a destra, dove il tallonatore Stuart McInally raccoglie e si tuffa a schiacciare alla bandierina. Hastings le trasforma entrambe.

PUMAS

Nel match che aveva aperto la mattinata, l’Argentina ha travolto per 47-17 gli Stati Uniti a Kumagaya, chiudendo così al terzo posto con 11 punti nella Pool C. Dopo le sconfitte con Francia e Inghilterra, i Pumas del c.t. Mario Ledesma si consolano con l’obiettivo della qualificazione diretta ai Mondiali di Francia 2023. Sabato Inghilterra (15) e Francia (13) si giocheranno il primo posto, domenica Usa (0) e Tonga (1) si sfideranno per evitare l’ultimo. Partita sbloccata dalla meta al 18’ di Nicolas Sanchez, tornato titolare dopo la sorprendente esclusione dal match con gli inglesi: l’apertura scambia con il centro Juan Cruz Mallia, evita il placcaggio di Mike Te’o e schiaccia. Sei minuti dopo Sanchez calcia alto oltre la linea, Te’o è beffato dal rimbalzo e Joaquin Tuculet segna facilmente la seconda. L’estremo fa doppietta dopo 10 minuti: riceve il passaggio da Sanchez, resiste al placcaggio alto di Paul Lasike e schiaccia. Gli Usa però accorciano: break di Lasike, grubber di AJ MacGinty che trova puntuale il capitano Blaine Scully alla bandierina. La ripresa si apre con l’altra doppietta in 4 minuti di Mallia: la prima meta è propiziata da una strepitosa corsa di Bautista Delguy, che riparte da sotto i suoi pali fino ai 22 avversari, poi dopo una touche la palla arriva al centro, che s’infila nella difesa statunitense e schiaccia sotto i pali; la seconda è simile, sempre da touche e sempre con una corsa in diagonale fra le maglie avversarie. Al 55’ altra dimostrazione di superiorità dei trequarti argentini: touche veloce, palla subito al largo, linee di corsa imprendibili e stavolta la gloria tocca a Jeronimo de la Fuente, servito all’intimo dall’offload di Santiago Carreras. Sanchez la trasforma e chiude con 5/6. Ma gli Usa reagiscono: da una mischia nei 22 argentini, la palla esce veloce in prima fase per Lasike, l’ex fullback dei Chicago Bears, che resiste a due placcaggi e va in meta (MacGinty trasforma). Al 70’ l’Argentina trova la settima meta, con il mediano di mischia Gonzalo Bertranou (arrivato a Tokyo appena due giorni fa per sostituire l’infortunato Tomas Cubelli), innescato all’intimo dal break e assist di Mallia: la trasformazione è di Benjamin Urdapilleta. A tempo scaduto arriva la terza meta degli Eagles: touche e maul che però non avanza, Lasike tiene vivo l’attacco al centro del campo, gli argentini pensano di poterlo contenere, chiuderla senza altri danni e si addormentano, dimenticandosi di Scully, che, tutto solo al largo, può allungarsi alla bandierina e fare doppietta.