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Chelsea, Conte: "Inter? Ho altri due anni di...

Nell'ottobre 2001 Massimo Carrera militava nell'Atalanta, e la Roma era campione uscente della serie A. Il Presidente della Repubblica Italiana si chiamava Carlo Azeglio Ciampi, e Silvio Berlusconi era il Primo Ministro. Lo Spartak Mosca vinceva il suo 9° scudetto sui 10 campionati russi disputati, la massima divisione russa non si chiamava ancora Premier League, il torneo si giocava nell'anno solare, Leonid Fedun non era ancora proprietario del club russo più famoso e più seguito, ed i primi giocatori italiani nella storia del calcio russo, Alessandro Dal Canto e Dario Passoni, non erano ancora approdati all'Uralan. Insomma, l'ultimo scudetto dello Spartak Mosca era arrivato in un'altra era.

— Ci sono voluti ben 16 anni e l'arrivo di Massimo Carrera per riportare il titolo allo Spartak, che in questo periodo ha cambiato inutilmente una dozzina di allenatori, una miriade di giocatori, riuscendo, però, a costruire il proprio stadio. E' lì che il prossimo 17 maggio contro il Terek Grozny lo Spartak festeggerà lo scudetto con i suoi tifosi, pronti a fare un monumento a Massimo Carrera. Da Nevio Scala e Brian Laudrup, da Unai Emery e Marat Yakin, dall'ex c.t. della Lettonia Alexander Starkovs all'attuale c.t. della Russia Stanislav Chercessov: sono stati tanti che hanno provato a rivincere uno scudetto per lo Spartak Mosca, ma senza riuscirci. Dal 2001 in poi era arrivato qualche secondo posto, ma niente di più, se non la Coppa Russia del 2003, poi "zero tituli" in assoluto.

— Ed eccoci all'inammissibile impresa di Massimo Carrera. La parola "inammissibile" non ha un minimo di eufemismo se vediamo com'è arrivato il titolo. Nel luglio 2016 Massimo Carrera, dopo anni di esperienza nello staff di Antonio Conte, arriva allo Spartak come aiutante di Dmitry Alenichev, l'allora capo allenatore, per curare la difesa, al posto di quel Dmitry Ananko, licenziato, che vinceva lo scudetto del 2001 insieme a Yegor Titov, a luglio 2016 allenatore in seconda dello Spartak. L'arrivo di Massimo Carrera viene accolto in Russia positivamente, ma senza tanto clamore: va bene un allenatore italiano esperto della fase difensiva, sì che può andare bene per questo Spartak, ma niente di clamoroso.

— Cambia tutto un mese dopo. Lo Spartak perde vergognosamente in casa contro una squadra cipriota e non si qualifica per l'Europa League. Dmitry Alenichev viene mandato via, lascia anche il suo vice Yegor Titov. La dirigenza dello Spartak nomina Massimo Carrera ad interim, ma solo per due gare. Con la certezza di firmare entro due settimane il santone del campionato russo, Kurban Berdiyev. Carrera non perde tempo, si rimbocca le maniche e comincia a lavorare senza pensare ad altro. Non lascia quasi mai il ritiro di Tarasovka, e comincia a vincere e pareggiare con lo Spartak. Nel frattempo, nell'arco di due settimane succede qualche cosa di imprevisto, e salta l'attesa e quasi annunciata firma di Berdyev, che rimane al Rostov. E qui la svolta: Massimo Carrera diventa, a pieno titolo, capo allenatore dello Spartak. Il contratto annuale viene prolungato fino all'estate 2018. Con il compito di fare bene in Coppa Russia e provare ad giungere fra le prime tre nel campionato.

— La Coppa Russia sfuma presto, con un'uscita un po' clamorosa contro una squadra di serie B russa, ma non importa quasi a neppure uno perché nel frattempo lo Spartak di Carrera ha cambiato faccia ed ha cominciato a fare parecchi punti in campionato classificandosi primo con 5 punti di vantaggio sulla seconda alla pausa invernale. Quello che sembrava inammissibile anche per i tifosi dello Spartak, per non parlare di tutti gli altri, comincia a realizzarsi: il profumo delle scudetto si sente forte, mentre l'allenatore, alla sua prima vera esperienza in panchina, sta diventando idolo del pubblico e dei media. Poche parole, interviste quasi zero, tanto lavoro e tanto rispetto, nelle conferenze stampa di rito, verso gli avversari e gli arbitri. Sembra troppo perfetto per essere vero!

— La pausa invernale dura da metà dicembre 2016 fino all'inizio marzo 2017. I gufi che non mancano mai sono convinti che alla ripresa del campionato lo Spartak di Carrera si sgonfierà e si farà raggiungere dal Cska o dallo Zenit. Niente di piu' sbagliato. Fra tante sofferenze e qualche errore Carrera arriva allo scudetto, battendo negli scontri diretti sia il Cska che lo Zenit. A questo punto il trionfo è totale e super meritato. Un organico a sufficienza modesto, assolutamente inferiore a quelli di Cska e Zenit, e non piu' forte del Krasnodar e del Rostov, riesce a regalare ai suoi tifosi lo scudetto numero 10 nella storia postsovietica. L'artefice principale di questa inattesa conquista e' lui, quel Massimo Carrera originario di Sesto San Giovanni che ha saputo conquistare la grande madre Russia. Tanto di berretto a Massimo Carrera, il secondo tecnico italiano, dopo Luciano Spalletti, a vincere lo scudetto russo, e tanto lavoro per lui in vista della Champions League, con una squadra da rinforzare in modo notevole.